TRENTO. Una condanna netta del nazismo e di ogni totalitarismo, ma anche l’invito a non trasformare la mobilitazione di Dro in uno strumento di contrapposizione tra partiti. È la posizione di Forza Italia Giovani Trentinodopo il raduno neonazista e la manifestazione che ha portato migliaia di persone in piazza.

«La presenza di gruppi che si richiamano al nazismo non può essere relativizzata e va condannata senza ambiguità», afferma Matteo Bertoldi, segretario provinciale del movimento giovanile azzurro. Secondo Bertoldi, però, la condanna non deve essere confusa con una mobilitazione politica contro il Governo o una determinata area politica.

Per Forza Italia Giovani, quanto accaduto a Dro ha rappresentato soprattutto una risposta democratica, plurale e pacifica della comunità trentina. Bertoldi richiama la trasversalità delle prese di posizione arrivate dal mondo politico, sociale e istituzionale e ricorda il documento contro il raduno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Dro.

«Il rifiuto del nazismo e di ogni forma di totalitarismo non deve diventare una bandiera di parte, ma rimanere un patrimonio condiviso della nostra democrazia», sottolinea Bertoldi, criticando chi, a suo giudizio, avrebbe cercato di assumere un ruolo da protagonista politico durante la mobilitazione.

Il segretario provinciale invita quindi a evitare «passerelle personali» e appropriazioni politiche della protesta. «Ieri non c’erano partiti da contrapporre ad altri partiti. C’erano cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni con sensibilità differenti, uniti nel rifiuto del nazismo e di ogni totalitarismo».

Per Forza Italia Giovani Trentino, la forza della manifestazione è stata proprio questa trasversalità. «La condanna degli estremismi e la difesa dei valori democratici sono un patrimonio comune», sostiene Bertoldi, richiamando una tradizione trentina fondata su cooperazione, solidarietà, responsabilità e partecipazione.

Il movimento esprime infine vicinanza alla sindaca di Dro, alle istituzioni locali e alle forze dell’ordine impegnate nella gestione delle manifestazioni. «La risposta è stata forte proprio perché è stata della comunità, non di una parte politica. Ed è importante che rimanga tale», conclude Matteo Bertoldi.