PHOTO
TRENTO. A Trento, il presidente Mattarella per festeggiare gli 80 anni dell’Autonomia e della Repubblica. A Pietramurata il raduno europeo dei nostalgici di quei regimi senza l’eliminazione dei quali non ci sarebbero né l’una, né l’altra. Rischia di essere un inizio di settembre surreale quello che attende il Trentino, con il Veneto Fronte Skinheads che ha scelto l’Alto Garda e l’hotel Ciclamino come sede di “Ritorno a Camelot”, il raduno di neofascisti e neonazisti da mezza Europa, proprio nei giorni (3-6 settembre) in cui il capoluogo sarà in fermento per la visita del Presidente della Repubblica, sabato 5.
Surreale è la parola più adatta, e la si leggeva anche nell’espressione, ieri a mezzogiorno, di Ginetta Santoni.
La sindaca di Dro se n’è uscita dal Commissariato del governo con gli occhi pieni di inquietudine. Perché Ginetta non ha nessuna intenzione di passare agli annali come la prima cittadina che ha permesso che in Trentino si cantino schifezze come «8 settembre '43: un giorno, una data senza un perché / è giunta l'ora della viltà, un altro marchio d'infamità / Ma io sono camicia nera: la mia patria è la mia bandiera! / Ma io sono camicia nera: nel mio cuore c'è una fede sincera!».
La sindaca sperava che la seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica le desse certezze, di poter solcare il ponte sul Sarca portando la lieta novella: «No, un raduno del genere non si può fare», ma per ora così non è stato. Per oltre un’ora la prefetta Isabella Fusiello - ieri di lilla vestita, quasi a voler esorcizzare il peso che il Ciclamino le sta mettendo addosso - assieme ai vertici delle forze dell’ordine e i funzionari del Commissariato del governo ha discusso ed esaminato la questione, rifacendosi anche ai precedenti degli anni scorsi. Ma per ora tutto è in fase di studio.
«L’eventuale adozione di misure interdittive si basa su precisi presupposti giuridici e di sicurezza che sono attualmente in corso di attenta e rigorosa valutazione da parte degli organi competenti», si è limitato a dire il comunicato diffuso dal Commissariato del governo al termine della seduta. Fuor dai formalismi e leggendo più nei volti dei partecipanti alla seduta che nelle parole delle note stampa, si è capita una cosa: si sta cercando di capire come far rispettare la legge. Impedendo cioè che avvenga un qualcosa che potrebbe concentrare in sé svariati reati, a partire dall’apologia del fascismo e di propaganda razziale. Ma non è detto che questo possa accadere. Perché gli organizzatori, estremisti ma accorti, come sempre in passato, anche in Trentino hanno scelto un luogo privato per il proprio happening un’area e una struttura private, dove dedicarsi con un maggiore margine di impunità ad attività che in spazi aperti al pubblico costerebbero senza dubbio come minimo qualche identificazione o denuncia.
«Relativamente all’evento in questione - ha infatti spiegato il comunicato in un altro passo - si precisa che la proprietà privata non costituisce una zona franca sottratta al rispetto delle leggi dello Stato. Qualora vengano rilevate violazioni delle norme di pubblica sicurezza, della normativa in materia di pubblici spettacoli, la commissione di specifici reati o emergano rischi concreti per l’ordine pubblico, l’Autorità adotterà tempestivamente i provvedimenti prescritti dalla legge di concerto con la Provincia e le amministrazioni interessate».
Il lavoro di valutazione del quadro e di monitoraggio della prevista selva di convenuti attesi a Pietramurata proseguirà anche nei prossimi giorni e il 2 settembre si terrà una nuova seduta del Comitato in cui saranno adottati concreti provvedimenti e si presume (anche perché il raduno dovrebbe scattare l’indomani) si deciderà se il Ritorno a Camelot s’abbia da fare oppure no. Senza dubbio le teste rapate venete hanno regalato alle autorità e istituzioni trentine una bella patata bollente, anche proprio per la concomitante presenza a Trento di Mattarella con il conseguente sostanzioso impiego di personale delle forze dell’ordine.
Potrebbe forse proprio essere questa, tuttavia, la soluzione per sbrogliare la nera matassa: l’impossibilità di garantire in zona altogardesana una presenza sufficiente di operatori a presidio dei dintorni pubblici dell’area privata per garantire l’ordine e la sicurezza potrebbe portare a uno stop al raduno. Mattarella, anche involontariamente, celebrando il Trentino passato e la sua storia, potrebbe risparmiare al Trentino presente una pessima pagina di cronaca. Nera.



