TRENTO. Il rischio radon torna al centro del confronto politico in Trentino. La consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere alla Giunta chiarimenti sulle strategie di monitoraggio e sulla sicurezza di edifici pubblici e privati. Al centro dell’iniziativa ci sono i dati tecnici dell’APPA e la delibera provinciale del 27 febbraio 2026 con cui sono state individuate le prime aree prioritarie a rischio.


Secondo quanto evidenziato nell’atto, negli ultimi trent’anni le misurazioni hanno riguardato 51 Comuni su 166. Restano così 115 Comuni da approfondire, pari a circa il 31,6% della popolazione, mentre in 79 Comuni i rilievi risultano inferiori alla soglia minima di 10 edifici prevista dal Piano nazionale. In altri 36 Comuni, invece, non sarebbe stata effettuata alcuna misurazione.


Uno dei nodi principali riguarda le scuole. A fronte delle campagne che, secondo APPA, avrebbero interessato tutti gli istituti di ogni grado, gli edifici scolastici monitorati risultano 288 su un dataset complessivo di 1.373 immobili. Parolarisottolinea inoltre che solo i servizi educativi 0-6 anni coinvolgono circa 350 edifici potenzialmente interessati, evidenziando così una distanza tra i numeri disponibili e il patrimonio scolastico reale.


Nell’interrogazione la consigliera chiede l’elenco dettagliato delle scuole controllate e degli eventuali interventi di mitigazione adottati nei casi superiori alla soglia di 300 Bq/m³. Domanda inoltre quanti luoghi di lavoro siano stati verificati, quali tutele siano previste per il personale e come la Provincia intenda incentivare i controlli nelle abitazioni private. Per Parolari, il monitoraggio finora condotto non è sufficiente: serve una mappatura più capillare per garantire la stessa tutela sanitaria a tutti i cittadini del Trentino.