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TRENTO. Cambio al vertice della Sezione Valle dell’Adige, Rotaliana e Paganella dell’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino. La presidenza passa a Claudio Fini (a sinistra, nella foto), imprenditore con 34 anni di esperienza nel settore e da 27 alla guida del Caffè Onda di Trento. La nomina rientra nel percorso di rinnovo della rappresentanza territoriale dell’associazione e apre una nuova fase nel confronto con imprese e istituzioni.
Tra le priorità indicate da Fini ci sono l’aumento dei costi di gestione, la riduzione dei margini, la difficoltà nel trovare personale e la necessità di rendere il settore più attrattivo per i giovani. «Oggi gestire un pubblico esercizio significa occuparsi di organizzazione, personale, costi, investimenti, qualità del servizio e innovazione», sottolinea il nuovo presidente. Centrale sarà quindi anche la formazione, con l’obiettivo di valorizzare le professionalità di bar, ristoranti e locali e offrire maggiori prospettive di crescita a chi decide di lavorare nel comparto.
La nuova presidenza vuole inoltre intensificare il dialogo con Comune di Trento, Provincia e istituzioni su sicurezza, parcheggi, mobilità serale, vitalità del centro storico e dei quartieri, decoro urbano e contrasto alla concorrenza sleale. Per Fini, infatti, i pubblici esercizi non sono soltanto attività economiche: contribuiscono alla socialità, presidiano strade e quartieri, sostengono l’offerta turistica e incidono direttamente sull’attrattività della città. «La qualità della città incide sulla qualità del nostro lavoro e, allo stesso tempo, le nostre attività contribuiscono alla vivibilità della città».
Soddisfazione per la nomina arriva dal presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino Walter Botto, che definisce Fini «un imprenditore preparato» e considera la sua esperienza un valore per l’associazione. La nuova fase della rappresentanza punterà quindi soprattutto sulla sostenibilità economica delle imprese, sul lavoro e sulle nuove competenze, oltre che sulla sicurezza e sulla qualità urbana di Trento. «Il futuro dei pubblici esercizi e quello della città sono strettamente legati – conclude Fini –. Se vogliamo una Trento attrattiva, sicura e vitale, dobbiamo creare le condizioni perché le imprese possano lavorare bene e investire».


