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TRENTO. Dopo due anni e mezzo al governo della Provincia con la giunta Fugatti bis nessuno nella maggioranza di centrodestra si azzarda a dire che certamente la legislatura arriverà fino in fondo, concludendosi - come previsto - nell'ottobre 2028.L'unico che potrebbe dire una parola definitiva per tranquillizzare la sua maggioranza e la Giunta è il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, il quale però si guarda bene dal farlo.
Almeno per ora.Il governatore ha deciso infatti di non rivelare se davvero potrebbe decidere di dimettersi per candidarsi alle Politiche che cadono nel settembre 2027, salvo elezioni anticipate a primavera o addirittura a quest'anno. Non esclude però questo scenario, lasciando aperta dunque l'eventualità di una chiusura prematura della legislatura con contestuale scioglimento del consiglio provinciale, visto che le dimissioni non rientrerebbero nell'ultimo anno, unica ipotesi che consentirebbe di evitare lo scioglimento del Consiglio e al vicepresidente Achille Spinelli di prendere il posto di Fugatti per l'ultimo scorcio del mandato.La questione sta mettendo a disagio il centrodestra, in particolare la Lega, per la conseguenza paradossale di costringere a due elezioni del consiglio provinciale in un anno e mezzo che queste eventuali dimissioni di Fugatti comporterebbero, perché a norma di Statuto le elezioni dei due consigli provinciali di Trento e di Bolzano devono essere contestuali.
L'assessore provinciale e presidente della Civica, Mattia Gottardi, non intende fasciarsi la testa anzi tempo e va avanti lavorando come se la legislatura dovesse arrivare fino in fondo.«Io penso - osserva l'assessore, che viene indicato tra i possibili successori di Fugatti come candidato presidente del centrodestra tra due anni e mezzo, - che sia completamente inutile discuterne oggi. La legislatura provinciale termina nel 2028 e abbiamo un presidente che ben governa e che, insieme a tutta la coalizione, progetta e programma a medio lungo termine come definito negli accordi politico programmatici sottoscritti da tutti».
E riguardo alla tenuta della coalizione osserva: «Ogni tanto è emersa qualche differente veduta su temi non precedentemente discussi. Le scelte le abbiamo sempre fatte tutti insieme ed al momento tutto il resto è speculazione politica, che lascio, in termini di "ragionamento", all'opposizione». Il leader della Civica non chiude però al confronto in maggioranza, che non considera una «verifica», come chiesto da Fratelli d'Italia prima della «staffetta» alla presidenza della Regione tra l'altoatesino Arno Kompatscher e il presidente trentino Fugatti.
«Le "verifiche" - osserva Gottardi - si fanno in Parlamento quando serve valutare la fiducia al governo. Quindi non serve. Noi continuiamo ad incontrarci, come assessori e consiglieri, quasi quotidianamente per l'agenda politica e amministrativa con regolarità. Se si ritenesse di vedersi come segretari politici per valutare qualche tema, fare il punto sull'attuazione del programma o valutare iniziative comuni, per me va benissimo».Anche l'assessore e segretario del Patt, Simone Marchiori, non vuole pensare a una interruzione prematura della legislatura e dice: «Io penso che dobbiamo sempre ragionare nell'orizzonte temporale della legislatura al di là di ciò che può succedere durante il percorso, questo perché il nostro impegno deve essere focalizzato a dare risposte ai bisogni dei territori e dei cittadini».
Marchiori non entra nel merito invece della proposta del vicepresidente Achille Spinelli di modificare la norma sulle dimissioni del presidente per evitare appunto le due elezioni in un anno e mezzo.
«Sulla legge elettorale - precisa l'autonomista - noi stiamo ragionando sulla nostra proposta che guarda a un nuovo sistema senza elezione diretta del presidente. Al momento su tutto il resto non sappiamo né quando si voterà né con che legge a livello nazionale (variabili fondamentali per qualsiasi ragionamento sia dei singoli che dei partiti), quindi non è corretto né opportuno alimentare un dibattito basato solo su possibili eventualità ancora da verificare».


