TRENTO. Anziana, in sovrappeso, cardiopatica, operata al S. Chiara per osteoartrosi, le è stata inserita una protesi al ginocchio. Dopo l’operazione la donna, 81 anni, è stata inserita nel percorso riabilitativo «fast track» che prevede le dimissioni entro tre giorni e la riabilitazione diurna nell’ospedale più vicino.

Nessuna eccezione, dunque, nemmeno per una donna di 81 anni, in sovrappeso, immobilizzata da due anni a causa della sua patologia e che per questo aveva perso molta massa muscolare. «Ci hanno fatto presente che adesso meno del 10% degli interventi programmati accedono alla riabilitazione in struttura», spiega S.C., il figlio.

Così, dopo aver consultato tutte le strutture riabilitative senza però riuscire a trovare un posto nemmeno a pagamento, il figlio è stato costretto a rivolgersi a Bolzano dove ha trovato una clinica che effettua il servizio a 450 euro al giorno. «È rimasta in struttura per 10 giorni per una spesa complessiva di 5 mila euro».

Ora dall’Azienda sanitaria trentina hanno informato la famiglia che dopo una visita fisiatrica potrà iniziare la riabilitazione ambulatoriale. «I casi analoghi a quello di mia mamma in Veneto e provincia di Bolzano vengono inviati in strutture riabilitative. Se ti operi in Trentino, non ci sono posti, nemmeno a pagamento».

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