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TRENTO. È degli ultimi giorni la notizia del taglio di posti letto negli ospedali di Borgo e Cavalese complice la grave mancanza di personale infermieristico in organico. Una situazione che si riscontra, d'altra parte, anche negli altri ospedali e nelle varie strutture sanitarie del territorio: a stima complessiva della carenza è di circa 450-500 infermieri. Se da un lato il momento è critico, tra alloggi e costo della vita, dall'altro la voglia di accedere alla professione - da parte dei futuri studenti - è sicuramente forte.
Sono stati infatti centinaia i presenti durante la sessione di esami per l'ammissione ai corsi universitari legati alle professioni sanitarie, per le sedi di Trento e Rovereto. Gli slot dei nove corsi di laurea, per un totale di 437 posti, saranno così suddivisi: 225 per infermieristica (Trento), 25 per fisioterapia (Rovereto), 25 anche per assistenza sanitaria (Trento), 20 per igiene dentale (Rovereto) e 27 per tecniche della riabilitazione psichiatrica (Rovereto). Per quanto riguarda i corsi interateneo a Trento, 30 posti verranno assegnati per Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia, 25 per Tecniche di laboratorio biomedico, 20 per Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, oltre a 40 per il corso di laurea per Educatore professionale dell'Università di Trento.
La sessione di esame si è svolta ieri a Trento, dove la zona interna di Trento Expo è stata occupata con la convocazione alle 9. Due ore dopo, il via libera: per i 452 presenti, le due ore successive sono state occupate tra domande di biologia, chimica, logica, cultura generale, matematica e fisica. All'uscita, sotto quello che sembra essere uno degli ultimi soli settembrini, la fiducia è stata palpabile, di pari passo con la preoccupazione dettata dalla riflessione sulle risposte, quelle giuste e quelle mancate. «Chimica è stata sicuramente la materia più difficile», ha commentato Hajdi Shima, 19 anni - di Pergine, a Trento per provare ad accedere proprio al corso di infermieristica. Sulla stessa lunghezza d'onda Gioia Grosso, 21 anni - anche lei da Pergine per infermieristica: «È strano pensare che manchi tanto personale ma nel frattempo i test siano proibitivi per molti: le domande sono impegnative, è una possibilità in meno per tanti studenti». Proprio la struttura delle domande è stata una delle criticità riscontrata, come spiegato da Matteo Mattioli, 21enne arrivato dalla Val di Fiemme per provare l'accesso al corso di infermieristica: «Credo sia andata bene, le risposte proposte erano, però, molto simili tra di loro: in alcuni casi non risultava semplice escludere le quattro errate». Sempre dalla Val di Fiemme, anche Matteo Acquisti, 20enne: «Avendo già provato il test di scienze motorie, posso confermare come i quesiti di chimica possano essere risultati, anche in questo caso, insostenibili», nel suo caso, dopo l'ammissione al corso di scienze motorie, la scelta è stata quella di tentare l'accesso a fisioterapia. Altri ancora, da Rovereto, come Matteo Formisano e Nicola Raffaelli, entrambi 20 anni, anche loro per fisioterapia, hanno raccontato di una lunghissima mattinata prima dell'effettiva prova: «La durata dell'esame è di 100 minuti, la parte più difficile è stata quella di chimica: è una materia studiata per due anni, risulta più complessa di altre», ha raccontato Formisano. «Siamo arrivati a Trento alle 8, da Rovereto», ha aggiunto a riguardo Raffaelli. Quest'ultimo ha riportato poi alcune delle domande proposte nella parte di cultura generale: all'interno del test, oltre alle materie Stem, il quiz ha toccato la Rivoluzione Francese, le Nazioni Unite e la Costituzione.


