TRENTO. LNDC Animal Protection ha chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento penale sull’uccisione dell’orsa F36, avvenuta in Trentino. La richiesta è stata presentata oggi, 9 febbraio 2026, durante l’udienza davanti al Tribunale di Trento. Si aggiunge ad altre associazioni di animalisti che hanno assunto analoghe posizioni.

Il processo vede due imputati, chiamati a rispondere del reato di uccisione di animale ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice penale. Uno dei due è inoltre imputato, in via alternativa, per favoreggiamento (articolo 378), per aver tentato di aiutare l’altro a eludere le indagini. Il giudice si è riservato la decisione sulla richiesta di costituzione di parte civile: la riserva verrà sciolta alla prossima udienza, fissata per il 24 aprile 2026.

LNDC Animal Protection, nella nota diffusa a margine dell’udienza, ha spiegato di voler “chiedere giustizia per F36” e di voler “rappresentare in aula la voce degli animali selvatici”. L’associazione, attraverso la presidente Piera Rosati, ha dichiarato: “L’uccisione dell’orsa F36 non è un episodio isolato, ma il frutto di un clima culturale e politico che legittima l’uso delle armi come strumento di gestione della fauna selvatica. LNDC Animal Protection sarà presente in ogni fase del processo affinché venga accertata pienamente la verità e riconosciuta la gravità di quanto accaduto”.

Nella stessa comunicazione, LNDC Animal Protection sostiene che “l’uccisione di F36 è la dimostrazione della pessima gestione dei grandi carnivori nella Provincia Autonoma di Trento” e che, a suo avviso, “troppo spesso si ricorre ad ordinanze di abbattimento invece di investire in prevenzione, monitoraggio e strategie di convivenza non cruente”. L’associazione aggiunge che “le politiche basate sulla repressione e sull’eliminazione degli animali selvatici finiscono per alimentare un pericoloso clima di paura immotivata e al tempo stesso un senso di impunità, favorendo comportamenti illegali come quelli oggi al vaglio della magistratura”.

LNDC Animal Protection ha infine annunciato che “continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi del processo”, chiedendo “pene adeguate alla gravità dei reati contestati” e “un cambio di paradigma nella gestione della fauna selvatica”, affinché “la morte di F36 non resti un sacrificio inutile ma contribuisca a un reale avanzamento nella tutela della biodiversità”.