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TRENTO. Continua la corsa dei prezzi dei carburanti e cresce la pressione sul Governo perché intervenga sulle accise. A lanciare l'allarme è l'Unione Nazionale Consumatori, che parla di una situazione «a dir poco preoccupante» e critica le ultime dichiarazioni del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
«È grave che il ministro Giorgetti anche oggi prenda tempo con una dichiarazione che appare misteriosa e poco chiara», afferma il presidente dell'associazione Massimiliano Dona, riferendosi alle parole del titolare del Mef sul possibile utilizzo del meccanismo delle accise mobili: «C'è il meccanismo delle accise mobili, quando entrerà in funzione lo valuteremo. Ma al momento non le ho».
Secondo i dati elaborati dall'Unione Nazionale Consumatori, dal 3 luglio, ultimo giorno in cui era in vigore lo sconto sulle accise, il gasolio in autostrada è passato da 1,968 a 2,196 euro al litro, con un aumento di 22,8 centesimi (+11,59%). Tradotto sul portafoglio degli automobilisti significa 11,40 euro in più per un pieno da 50 litri. Ancora più marcato il rincaro sulla rete ordinaria, dove il diesel è salito da 1,882 a 2,124 euro al litro, pari a 24,2 centesimi in più (+12,86%) e a 12,10 euro aggiuntivi per un pieno.
Anche la benzina continua a rincarare. In autostrada il prezzo medio è passato da 1,894 a 2,040 euro al litro, mentre sulla rete stradale è salito da 1,803 a 1,949 euro, con un aggravio di 7,30 euro per un pieno da 50 litri in entrambi i casi.
Per l'associazione dei consumatori l'escalation è evidente: «In autostrada il gasolio ha superato i 2 euro al litro già il 5 luglio, i 2,10 euro il 16 luglio e ora c'è il serio rischio di oltrepassare i 2,20 euro. Anche sulla rete ordinaria ha superato i 2 euro il 15 luglio e i 2,10 euro il 21 luglio. Che cosa aspetta il Governo a tagliare le accise?», conclude Dona.


