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Trento – La mancata partenza dei lavori per il nuovo ponte di Ravina ha portato ieri ad un confronto in Consiglio provinciale. La consigliera del Pd, Lucia Maestri, ha chiesto spiegazioni sul perché i lavori, previsti per marzo, non siano ancora iniziati e sulla chiusura della corsia di entrata verso il sobborgo, nonostante la struttura attuale risulti ancora agibile. Inoltre, Maestri ha sollevato dubbi sui possibili ritardi nella consegna dell’opera, inizialmente prevista per giugno 2026. Anche il consigliere di Campobase, Roberto Stanchina, ha voluto approfondire il tema chiedendo conferma di eventuali ritardi e un aggiornamento sul cronoprogramma dei lavori.
Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha risposto che le verifiche tecniche e l’iter di bonifica bellica sono stati completati solo recentemente. Contestualmente è stato redatto il progetto esecutivo e si sta realizzando la carpenteria metallica del ponte. Fino a lunedì scorso l’impresa non ha potuto iniziare i lavori. A partire dal 16 giugno è previsto l’avvio del montaggio della macchina per la realizzazione dei pali Cfa.
Nonostante il ritardo iniziale, Fugatti ha sottolineato l’impegno della ditta a rispettare i termini contrattuali per la conclusione dell’opera. In replica, Stanchina ha chiesto che venga organizzato un momento pubblico di aggiornamento e confronto, in collaborazione con il Comune e la Circoscrizione di Ravina, per informare adeguatamente la cittadinanza sullo stato dell’intervento e sulle prossime tappe. Il tema resta quindi al centro dell’attenzione, con la comunità locale in attesa di certezze sul futuro di un’infrastruttura fondamentale per la viabilità del sobborgo.


