TRENTO. Il ponte del Primo Maggio si conferma anche quest’anno come uno dei momenti più intensi per il turismo, ma non per tutti coincide con una pausa. Accanto a chi si è ritagliato qualche giorno di svago, c’è una parte consistente del Paese che continua a lavorare per garantire servizi e attività che non possono fermarsi. Secondo un’elaborazione dell’Ufficio studi CGIA su dati Istat, sono circa 4,6 milioni gli occupati impegnati nei festivi, pari al 19,3% del totale.


Anche il Trentino-Alto Adige si mantiene sopra la media nazionale: il 20,6% dei lavoratori dipendenti risulta attivo nei giorni festivi, per un totale di circa 85.800 addetti. Un dato che riflette il peso del turismo e dei servizi sul territorio. In provincia di Trento, il periodo del ponte resta tra quelli più dinamici, con strutture ricettive, ristorazione e commercio chiamati a sostenere flussi elevati di presenze.


A incidere maggiormente sul lavoro festivo sono alcuni settori chiave. A livello nazionale, alberghi e ristoranti rappresentano l’ambito con la quota più alta di addetti attivi nei festivi, seguiti da sanità e commercio. Insieme concentrano circa il 60% dei lavoratori dipendenti impegnati durante le giornate di festa. Una dinamica che si riflette anche sul territorio trentino, dove il comparto turistico continua a essere centrale.


Sardegna, Lazio e Molise le regioni con più occupati nei giorni di festa


Dei quasi 3,5 milioni di dipendenti che in Italia lavorano anche durante le feste comandate, la regione che in termini assoluti ne conta di più è la Lombardia con 567.700 unità. Seguono il Lazio con 446.400, il Veneto con 278.600 e il Piemonte/Valle d’Aosta con 272.200.

Se, invece, rapportiamo il dato di chi lavora durante le feste sul totale dipendenti, le regioni che presentano l’incidenza più elevata sono la Sardegna con il 25,2 per cento, il Lazio con il 23,2 e il Molise con 22,6.