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TRENTO. La Trento-Bondone, si sa, richiama ogni anno centinaia di appassionati delle quattro ruote. E una delle tradizioni oramai acclarate e diventate punto di riferimento per gli amanti della gara è anche, anno dopo anno, quella di accamparsi già dalla sera prima nelle zone più strategiche della montagna, per poi prendersi il posto migliore il giorno della corsa. Ma questa volta, c'è chi ha davvero esagerato. Con giorni di anticipo infatti (sembrerebbe già dallo scorso martedì) qualcuno, con pazienza, dedizione ed anche una buona dose di materiale, ha costruito delle vere e proprie tribune "artigianali" in legno. Precisamente al tornante della Cros del Segatta. Un'installazione che in un primo momento ha lasciato basiti e interdetti i gestori del terreno e cioè l'azienda forestale Trento-Sopramonte che, comprensibilmente, si è lamentata di quanto successo alla luce del fatto che una cosa del genere non è ammissibile.
A parlare sono "semplicemente" le fotografie scattate sul luogo: un lavoro di scavo, poi tronchi e rami messi l'uno sopra l'altro (e che si sostenevano tra loro), qualche sasso inserito nella base per darle stabilità, infine una serie di pallet in legno disposti a formare un vero e proprio "terrazzino" da cui assistere al passaggio delle auto sulla curva. Immagini che, in pochissimo tempo, sono arrivate anche all'assessore comunale Alberto Pedrotti: «Mi è stata segnalata la cosa e io ho fatto altrettanto a chi di dovere, ma chiunque sia stato ha scavato in tutto il versante - ha commentato -. Francamente non so dire chi siano i responsabili, so che su questo si sta lavorando». E per la verità, ha poi confermato la forestale, gli autori della tribuna improvvisata sono già stati individuati.
Con tutte le responsabilità del caso perché, hanno aggiunto i forestali, si è trattato di un gesto con rischi di ripercussioni anche a livello penale. Comunque l'installazione è stata smontata non appena finito l'evento anche se, per ammissione della stessa forestale, durante lo svolgimento della gara la tribuna pare sia rimasta aperta ed accessibile. Al di là del lato goliardico e dell'inventiva di chi la ha realizzata, resta un concetto di base che i gestori della zona hanno voluto ribadire: quello della sicurezza. Sì perché per quanto ben costruita (forse), solida o resistente, si trattava pur sempre di una tribuna realizzata artigianalmente e senza alcun tipo di protezione, approvazione e soprattutto permesso o consenso. Questo, almeno, quanto sottolineato dalle autorità.
È vero, hanno aggiunto ancora i forestali, ogni anno ormai la Trento-Bondone ha abituato a qualche "colpo di testa", in particolare da parte di chi segue con più passione la competizione. Ma l'appello vuole ancora una volta essere quello ad una frequentazione responsabile dei luoghi e dei grandi eventi che animano la città di Trento. Perché forse è vero, questo episodio oggi strappa un sorriso. Ma se qualcuno si fosse fatto male, per un qualsiasi motivo, la cronaca sarebbe stata ben diversa.


