TRENTO. L'atteso concerto dell'Orchestra Haydn, con Michele Mariotti alla direzione e Giuseppe Gibboni quale solista al violino ha riservato una notevole sorpresa al numeroso pubblico convenuto mercoledì 10 all'Auditorium Santa Chiara. Che qualcosa non andasse per il verso giusto lo si poteva intuire dall'attesa nell'atrio, prolungatasi oltre l'orario previsto, prima che finalmente si potesse entrare in sala; quindi, quale preludio al concerto (iniziato con più di mezz'ora di ritardo), la spiegazione dell'accaduto da parte di uno dei professori d'orchestra e della direttrice generale della Fondazione Haydn Monica Loss.

A seguito dell'abbondante pioggia caduta durante la giornata, l'acqua gocciolava sul palco in diversi punti, in misura tale da impedire qualsiasi prova all'orchestra, per l'occasione rinforzata da allieve e allievi dei Conservatori di Trento e di Bolzano. Una situazione incresciosa, a fronte della quale orchestrali, direttore e solista hanno deciso di comune accordo di suonare ugualmente, dopo che veniva accertata l'agibilità in sicurezza. Scusandosi con il pubblico, Monica Loss ha dichiarato: «La città merita una sala che sia all'altezza della qualità degli artisti che ospita. È inammissibile che si debba suonare col palco ingombro dei contenitori usati per intercettare l'acqua». «Abbiamo deciso di suonare nonostante tutto, per rispetto al pubblico e alla professione» ha aggiunto Michele Mariotti.

E ancora: «L'orchestra si è trovata in una situazione di grande disagio e avrebbe avuto tutto il diritto di rifiutarsi di suonare. Una situazione grave, tanto più che non è la prima volta che succede; i problemi ci sono ovunque, siamo abituati ad affrontarli, però andrebbero risolti, una volta segnalati». Non è infatti la prima volta: già in due occasioni, il 12 giugno 2024, anche allora con la direzione di Mariotti (in programma era la Quinta di Mahler, che richiede un organico potenziato) e circa un anno fa, durante un evento riservato alle scuole, si erano verificati degli sgocciolamenti sul palcoscenico e il violino di un giovane musicista ne era stato colpito, fortunatamente senza gravi conseguenze. «È necessario un intervento di manutenzione straordinaria e la competenza è del Comune», dice Massimo Ongaro, direttore del Centro Servizi Culturali Santa Chiara. «Né noi né la Fondazione Haydn possiamo fare qualcosa, se non segnalare il fatto. La struttura è vecchia, necessita di intervento; abbiamo rilevato un'altra infiltrazione qualche giorno fa, questa volta in platea».

La copertura del tetto tuttavia non mostra difetti in corrispondenza del punto dove l'acqua è caduta, pertanto l'infiltrazione si è verificata altrove, percorrendo poi una certa distanza prima di sfociare. Il problema non è lieve e questo stato di cose rischia di pregiudicare la sicurezza, dato che il soffitto è percorso da una fitta rete di impianti elettrici. Alla conclusione della serata, meritati gli applausi ai musicisti, che nonostante tutto hanno regalato un grande concerto; numerose le chiamate in scena per direttore, orchestrali e solista, che corrispondeva all'ovazione con l'Adagio dalla Sonata n.1 BWV 1001 di Johann Sebastian Bach.