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TRENTO. Si è alzata forte oggi, giovedì 3 settembre, la voce antifascista a Pietramurata. In tanti hanno partecipato al corteo organizzato per protestare contro il raduno naziskin “Ritorno a Camelot”, iniziato nella stessa giornata all’Hotel Ciclamino, nella frazione del Comune di Dro. Una manifestazione molto partecipata, con una presenza significativa di giovani che hanno scandito slogan e intonato canzoni durante il percorso.
Numerosi anche gli esponenti politici, gli amministratori e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali presenti alla manifestazione. Tra gli altri c’erano il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli e la deputata del Pd Sara Ferrari, l’assessora provinciale Giulia Zanotelli oltre a diversi consiglieri provinciali e sindaci dei Comuni trentini - sia di destra che di sinistra - e, tra questi, la prima cittadina di Dro, Ginetta Santoni. Il pacifico corteo è partito dalla piazza Mercato, muovendosi attraverso la frazione sotto la stretta sorveglianza delle forze dell’ordine.
Imponente infatti il dispositivo di sicurezza predisposto per tenere separati i manifestanti dall’area dell’Hotel Ciclamino. Le forze dell’ordine hanno impedito al corteo di raggiungere l’accesso alla zona privata dove, sempre oggi, ha preso il via “Ritorno a Camelot”, appuntamento organizzato dall’estrema destra e destinato a proseguire per tutto il fine settimana.
Nonostante la forte contrapposizione tra le due iniziative, non si sono registrati incidenti né momenti di particolare tensione. L’attenzione delle forze dell’ordine resterà comunque alta: l’area continuerà a essere presidiata nei prossimi giorni, fino a domenica, quando è prevista la conclusione del raduno
Hanno parlato anche le Acli:
«Siamo qui per testimoniare l’esistenza non di un altro Trentino, ma di tutto il Trentino. Per dire che siamo altra cosa rispetto al razzismo, alla violenza, alla mortificazione delle differenze, all’annientamento dell’avversario politico.
Siamo qui per rappresentare il Trentino del volontariato e della solidarietà. Di migliaia di cittadine e cittadini che offrono il proprio tempo per il bene della persona e della loro comunità. Parliamo di migliaia di persone e di centinaia di associazioni che non guardano il colore della pelle, ma prestano attenzione solo ed unicamente ai bisogni della nostra gente. Che non giudicano, ma chiedono a tutti di rispettare le regole della convivenza e del lavoro dei diritti e dei doveri.
Siamo qui per condividere i valori dell’Autonomia e dell’autogoverno. Di pratiche secolari di auto organizzazione della comunità che hanno saputo garantire il difficile equilibrio fra economia e ambiente, fra esigenze dei più deboli e sviluppo dei territori di montagna. Per ricordare che il cammino dell’Autonomia si accompagna fin dall’inizio con il cammino della democrazia e della Costituzione. Della libertà e dell’antifascismo.
Per questo siamo qui per affermare il valore della partecipazione e del rispetto reciproco. Conquiste di civiltà che in Italia sono costate la vita di migliaia di innocenti nella guerra di liberazione che vide, proprio qui nell’Alto Garda, uno dei capitoli più eroici e dolorosi della storia trentina. E siamo qui anche per testimoniare i valori della cooperazione e del mutualismo, vale a dire di quelle pratiche che nel tempo hanno garantito l’inclusione sociale dei più deboli e l’accesso al benessere e ai diritti sociali di larghe masse popolari.
C’è però un pericolo moderno, vorrei dire più attuale, rispetto a quello del ritorno al passato che eventi di questo genere intendono richiamare. C’è il pericolo dell’indifferenza diffusa, della re-immigrazione forzata e di atteggiamenti che delegano la violenza ad apparati fuori controllo e a regole di ordine pubblico che di fatto stanno mettendo in seria discussione la civile convivenza e il diritto alla protesta.
Per arginare questi fenomeni è pertanto necessario un progetto di umanità nuova e di politica nuova. Un progetto che punti alla convivenza attraverso l’integrazione, la collaborazione, la costruzione partecipata e condivisa di una società nuova, plurale, che faccia della diversità un punto di forza e non di debolezza. Un progetto che unisca la politica, le istituzioni con la comunità ai cittadini, alle persone all’interno di un itinerario che affronti e risolva le questioni relative allo sviluppo sostenibile, ad una nuova alleanza fra umanità e ambiente. Che garantisca un futuro sostenibile ai non ancora nati e a tutti gli esseri viventi.
La risposta ai fenomeni e ai raduni che oggi condanniamo non può che risiedere nella proposta di un Trentino migliore, più partecipato, più responsabile, più solidale, più altruista.
Contro l’odio e la violenza, faremo vincere la civiltà dell’amore e della giustizia, della nonviolenza e della pace!»









