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TRENTO. Non si placano le polemiche sul raduno musicale in programma dal 3 al 6 settembre a Pietramurata, nel Comune di Dro, ricondotto ad ambienti dell’estrema destra neonazista. A chiedere ora un intervento della Provincia è la consigliera del Pd Michela Calzà, che ha depositato un’interrogazione per fare chiarezza sull’organizzazione e sulle autorizzazioni dell’evento.
Secondo Calzà, le istituzioni non possono limitarsi a predisporre le misure di ordine pubblico, ma devono verificare «fino in fondo» chi organizza il raduno e soprattutto se esista una piena corrispondenza tra quanto dichiarato agli uffici e il materiale utilizzato per promuovere l’appuntamento.
L’interrogazione punta anche sulla gestione della sicurezza. La consigliera chiede chiarimenti sull’attività della Commissione provinciale di vigilanza, sul ruolo del Comune di Dro e sul coordinamento con Questura, Commissariato del Governo e forze dell’ordine. Da verificare, inoltre, l’attivazione delle misure di protezione civile necessarie per fronteggiare l’afflusso previsto.
«Qui sono in gioco sicurezza, ordine pubblico, viabilità, servizi di soccorso, costi per la collettività e l’immagine di una comunità», sottolinea Calzà. Per la consigliera, Pietramurata e la Piana delle Sarche non possono trasformarsi «nel palcoscenico di una manifestazione che richiama ambienti neonazisti».
Da qui la richiesta alla Giunta provinciale di riesaminare con urgenza, qualora ne esistano i presupposti, i titoli amministrativi e valutare ogni misura consentita dalla legge. «La libertà e la democrazia non sono neutrali di fronte al neonazismo», conclude Calzà.


