TRENTO. «La maggioranza riconosca l’errore e ne faccia tesoro». Il capogruppo provinciale del Partito Democratico del Trentino Alessio Manica torna all’attacco sulla questione delle piccole concessioni idroelettriche, dopo la pronuncia della Corte di giustizia europea. Una decisione che, secondo l’esponente dem, confermerebbe le contestazioni avanzate dall’opposizione già al momento dell’approvazione della norma provinciale che prevedeva la messa a gara.

«La norma che mette a gara le piccole concessioni porta un cognome, Tonina, l’assessore che la propose, e una responsabilità politica, quella della maggioranza che la votò», sostiene Manica. Secondo il capogruppo del Pd, all'epoca non vi sarebbe stato alcun obbligo di procedere in quella direzione: «Fu una scelta, altre Regioni fecero diversamente». Anche le successive proroghe decise dalla Giunta provinciale, aggiunge, sarebbero state soltanto «un modo per tirare a campare dopo aver sancito la messa a gara e creato il danno».

Manica ricorda inoltre l’opposizione manifestata all’epoca dal Partito Democratico e da numerosi Comuni. «Ci opponemmo in tutti i modi e anche molti Comuni si opposero, ma la maggioranza tirò dritto», afferma, accusando il governo provinciale di non aver compreso «l’importanza vitale» delle concessioni per gli enti locali e per il Trentino. Una scelta che, nella lettura del consigliere, avrebbe portato l’Autonomia trentina a fare «peggio di altre autonomie e regioni ordinarie».

Il nuovo elemento è rappresentato dalla pronuncia della Corte di giustizia europea, che per Manica mette «finalmente un punto fermo» sulla questione e interviene su un principio sostenuto da tempo dal Pd: «L’acqua non può essere messa sullo stesso piano di altri servizi». Il capogruppo dem ritiene quindi necessario un intervento legislativo provinciale per superare la disciplina adottata in precedenza.

«Un intervento normativo per cancellare l’errore di allora è il minimo», prosegue Alessio Manica, che invita però la maggioranza anche a una valutazione politica delle scelte compiute. La richiesta è di avere «l’umiltà di riconoscere l’errore che fece, gigantesco, e l’intelligenza di farne tesoro».

Lo sguardo del Partito Democratico è rivolto infine alla partita delle grandi concessioni idroelettriche, considerata decisiva per il futuro del territorio. Per Manica dovrà essere affrontata «con coraggio e con una visione territoriale che cerchi di valorizzare l’Autonomia», evitando quello che definisce «l’atteggiamento superficiale» tenuto in passato.