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TRENTO. Immobilizzato e picchiato per uno smartphone al termine di una festa studentesca, porterà per tutta la vita i segni dell'aggressione: il ragazzo, diciassettenne all'epoca dei fatti, a seguito delle percosse ha perso l'udito ad un orecchio.
Si è aperto il processo per i tre giovani marocchini accusati di lesioni e di rapina, e per altri tre connazionali che devono rispondere a vario titolo di ricettazione e di incauto acquisto per la compravendita del cellulare sottratto alla vittima.
La terribile aggressione era avvenuta tra l'otto e il nove settembre 2024, un sabato sera, in occasione del concerto "Back to school" al parco delle Albere, appuntamento studentesco per concludere le vacanze estive in vista dell'imminente inizio dell'anno scolastico. Gli organizzatori avevano contato la partecipazione di 1.800 ragazzi. Ma non c'erano solo studenti: come è emerso dalle denunce arrivate a carabinieri e polizia, alcuni giovani malintenzionati aveva rovinato lo spirito della festa.
Tre erano stati gli episodi di rapina, fra cui quello - gravissimo - ai danni del diciassettenne. Era da poco passata la mezzanotte quando il ragazzo, disteso su una panchina, si è trovato tre sconosciuti attorno: uno lo ha immobilizzato, il secondo lo ha preso per la maglietta e lo ha spinto violentemente a terra facendogli battere la testa contro il marmo del vialetto, mentre il terzo gli ha messo le mani nelle tasche portandogli via il cellulare. Il ferito, subito portato in ospedale, era poi stato ricoverato per quasi una settimana nel reparto di neurologia.
Nonostante le cure immediate, gli è rimasto un deficit uditivo ad un orecchio, mentre con l'altro non sente più. Assistito dall'avvocato Matteo Benvegnù, ha intenzione di costituirsi parte civile e di chiedere un risarcimento dei danni. L'udienza è stata rinviata per problemi di notifiche agli imputati, alcuni dei quali sono irreperibili.
Accusati di aver aggredito lo studente sono un ventenne senza fissa dimora e ora detenuto, un 22enne irreperibile ed un 26enne che all'epoca dei fatti era domiciliato alla residenza Fersina. Devono rispondere dei reati di lesioni aggravate (per aver commesso il fatto con l'obiettivo di derubare la vittima) e di rapina aggravata (per il fatto che la vittima era minorenne e che l'episodio è accaduto di notte, in un'area del parco con scarsa illuminazione, dunque in un luogo che ostacola la difesa).
Parallelamente si è aperto il procedimento a carico di altri tre marocchini (due 19enni irreperibili e un 31enne domiciliato alla residenza Fersina) coinvolti nella successiva compravendita del cellulare rubato.
La stessa sera dell'aggressione erano avvenute altre due rapine nella stessa zona: la prima sulla passerella di Sanseverino ai danni di un uomo che era stato circondato da un gruppetto e colpito con un pugno: la seconda alla Albere, vittima un diciottenne originario del Marocco, senza fissa dimora, minacciato e poi ferito con un coltello da alcuni individui che lo avevano derubato dello zaino.


