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Le strade libere da furgoni e autovetture mettevano ieri in risalto i palazzi e la pavimentazione di marmo rosa delle vie del centro storico, grazie al blocco del traffico nell’area della vecchia Trento per l’iniziativa «In città senza la mia auto», promossa dall’amministrazione comunale in un giorno feriale, contrariamente a quanto è avvenuto nel resto d’Italia, dove sono state scelte le domeniche.
La giornata è stata fatta coincidere con il convegno «Traffico e ambiente», che si svolge in questi giorni al centro Santa Chiara. Un’iniziativa che a molti cittadini è piaciuta, perché ha restituito ad una dimensione più umana Trento, rendendola più vivibile, mentre il traffico veicolare scorreva più caotico del solito lungo il percorso di via Perini, Rosmini, Prepositura, Torre Verde, piazza Venezia, via Piave e corso 3 Novembre.
Abbiamo fatto un giro per sapere che cosa ne pensava la gente. All’imbocco di via Galilei un vigile urbano presidiava l’accesso e verificava le autorizzazioni degli automobilisti che passavano. «Mi piacerebbe eliminare il traffico - ci ha detto T.F. - anche se perderei il posto. Ho notato però che è aumentato il traffico sul circuito esterno. Lo scorso 22 settembre, quando era stata attuata per la prima volta questa iniziativa circolavano pochi mezzi. Molti avevano capito che il blocco comprendeva anche via San Francesco d’Assisi e il circuito esterno».
«Se fosse sempre così sarebbe bello - ha commentato Marco Stenico, in sella alla sua bicicletta - e posso portare come me anche il mio bambino di 3 anni. Quando c’è traffico è troppo pericoloso girare con la bicicletta».
«L’iniziativa - ha precisato Piergiorgio Fia - è apprezzabile, ma meglio organizzarla in un giorno festivo altrimenti crea grossi disagi. Si può pensare di prevedere queste iniziative per abbattere l’inquinamento anche per due o tre domeniche di seguito. Il mezzo pubblico rappresenta la vera alternativa all’autovettura e io utilizzo molto gli autobus. Ma dobbiamo pensare agli anziani. Io ho scritto una lettera all’Atesina sollecitando degli orari più leggibili, con i caratteri e le cifre più grandi per chi ha problemi di vista, ma dopo mesi non ho ancora avuto risposta».
In Largo Carducci tre pensionati passeggiano chiacchierando animatamente. «Dovrebbe essere così tutti i giorni - ci ha detto Mario Unterveger, di 89 anni - e tutti dovremmo utilizzare i mezzi pubblici. Io abito nel rione della Bolghera e mi muovo senza problemi con l’autobus». «Il traffico nel centro storico - ha ribadito Giulio Endrici - dovrebbe essere consentito solo ai mezzi di servizio, a quelli d’emergenza e alle vetture dei residenti, che devono imparare ad essere educati e a dare sempre la precedenza ai pedoni».
«Il traffico - ha dichiarato Romano Silvani - è un fattore negativo della vita moderna. Quindi limitiamolo in certe zone!». «Una giornata così - ci ha spiegato Elena, che spinge un passeggino - è l’ideale per andare in giro con la bambina. Io abito in via Suffragio e ho apprezzato il silenzio. Non ho sentito rumori».
«Penso - ha aggiunto Giovanna Endlicher - che avrebbero fatto bene a non far pagare il biglietto anche sui pullman nei tragitti brevi. Io vengo da Civezzano e conosco bene il problema traffico. Il centro storico dovrebbe essere chiuso su una vasta area tutti i giorni, se vogliamo veramente ridurre l’inquinamento atmosferico». «Sono d’accordo con Giovanna - ha sottolineato Elisa Bertoldi - e vedrei in queste giornate anche un potenziamento del servizio pubblico periferico».


