TRENTO. Nessuna svolta nella vertenza della sanità trentina. L’incontro di oggi, lunedì 19 ottobre, tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e le otto organizzazioni sindacali del comparto sanitario si è concluso senza le risposte attese dai rappresentanti dei lavoratori. «Ci aspettavamo risposte sulle priorità indicate nel documento del primo settembre. Ma il confronto si è fermato a una prima fase di ascolto. Gli incontri interlocutori non bastano più», denunciano le sigle sindacali, che confermano lo stato di agitazione e la mobilitazione. Al vertice era presente il direttore generale di Asuit Antonio Ferro, mentre non è passata inosservata l’assenza dell’assessore alla salute Mario Tonina.

Sul tavolo restano le principali criticità denunciate da mesi dagli operatori: carenza di personale, carichi di lavoro sempre più pesanti e blocchi informatici che complicano l’attività quotidiana nei reparti e nei servizi territoriali. I sindacati chiedono a Fugatti un cambio di passo nella gestione della sanità provinciale, con scelte chiare sulla governance e sul modello organizzativo. Il presidente si è riservato di valutare la richiesta di un protocollo degli impegni, ritenuto indispensabile dalle organizzazioni per ottenere risposte verificabili e tempi certi sugli interventi.

Sul fronte della sicurezza, l’unico risultato concreto indicato dai sindacati riguarda il presidio di polizia attivo 24 ore su 24 contro le aggressioni al personale sanitario. Le organizzazioni hanno chiesto di estendere i presidi anche alle strutture periferiche, mentre giudicano soltanto parziale la risposta ricevuta sul tema del rischio clinico. Restano quindi aperti tutti i punti della vertenza avviata il primo settembre, quando le sigle avevano assunto l’impegno di riportare al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro degli operatori e la qualità dell’assistenza ai pazienti.

A sottoscrivere il comunicato sono Mjriam Sanò (Anaao Assomed), Alberto Bellini (Fp Cgil), Sonia Brugnara (Cimo-Fesmed), Beppe Pallanch (Cisl Fp), Paolo Panebianco (Fenalt), Fabio Lavagnino (NursingUp) e Giuseppe Varagone (Uil Fp). Le organizzazioni valuteranno congiuntamente le prossime iniziative di protesta, ribadendo la richiesta al presidente Fugatti di accogliere il protocollo e comunicare azioni concrete e relative scadenze. La mobilitazione prosegue, in attesa di segnali che vadano oltre la disponibilità al confronto.