TRENTOSi è presentato alla porta del bar-ristorante Alpen Grill, accanto al casello di Trento nord, alla Vigilia di Natale, infreddolito e disorientato, senza sapere una parola di italiano. L'uomo, un distinto signore di 72 anni - che si è scoperto poi essere olandese - stretto nella sua giacca da motociclista grigia e rossa e con un cappello piumato sul capo, ha catturato subito l'attenzione dei dipendenti del locale che, in orario di chiusura, stavano sistemando le ultime cose, prima di raggiungere le proprie famiglie per il cenone del 24 dicembre. Nessuno di loro è riuscito a capire da dove venisse quella persona, dall'aria affabile ma smarrita, e soprattutto di cosa avesse bisogno. Nato da madre austriaca, parlava solo in tedesco. Per questo il titolare del locale, Mirio Segata, non ha esitato a contattare l'unico dello staff in grado di comunicare con lui.

«Sono rientrato da poco dalla Germania, dove ho trascorso qualche mese - racconta Tobia Giampiccolo di 21 anni - mi hanno chiamato al telefono la sera del 24, ero a casa e non lavoravo, e mi hanno passato al telefono quest'uomo. Era molto confuso e mi ha detto di essere un cittadino olandese, rimasto senza benzina, e che la macchina si trovava in un deposito».

Cosa effettivamente vera: era riuscito ad attraversare l'Europa in auto, da solo, partendo da una cittadina vicino Maastricht per arrivare a Trento. Si scopre che è un camionista in pensione e che quelle tratte, probabilmente, le conosceva bene. Aveva deciso di raggiungere la Penisola per ricongiungersi con una «vecchia amica» che, secondo i suoi ricordi, abitava nel Nord Italia. In questa chiamata, l'uomo aggiunge anche un altro elemento, e cioè che deve prendere delle medicine importanti.

«Dico subito al mio collega di chiamare il 112 e intanto mi avvio per andare sul posto di lavoro a dare una mano». Il 72enne infatti, non si stava sentendo bene. Dopo una serie di telefonate, anche alle forze dell'ordine, l'uomo è stato soccorso dai sanitari che lo portano all'ospedale Santa Chiara per accertamenti.

«Io però ho continuato a fare delle telefonate: all'A22 per capire se avessero rimosse un'auto, ma anche le aziende di soccorso stradale e la sua assicurazione sanitaria che mi dice di affidarlo a una struttura sanitaria. Ma alla mezzanotte di Natale mi richiamano per chiedere informazioni su di lui, cosa che non so. Scopro, nel frattempo che è stato fatto uscire dal pronto soccorso, ma non aveva un soldo e soprattutto un posto dove stare».

Passa anche il 25 dicembre, giorno in cui il locale è chiuso, e tutti pensano che questa storia sia ormai chiusa. Ma il 26 mattina, l'uomo viene trovato all'esterno dell'Alpen Grill, che dormiva all'addiaccio. Era riuscito a trovare la strada da percorrere a piedi dall'ospedale. «Aveva unito due sedie del bar e si era creato un giaciglio. Il 25 noi eravamo chiusi. Il responsabile del locale gli offre subito colazione, ancora non stava bene e il suo stato confusionale era sempre più evidente».

Chiamati di nuovo i sanitari, viene così riportato al pronto soccorso. Dove, dopo qualche ora, viene nuovamente dimesso. «La sera è tornato qui - prosegue Giampiccolo - a quel punto interviene la polizia, che cerca un B&B dove collocarlo per non farlo stare al freddo». Non essendo possibile inserirlo nei dormitori, è lo stesso titolare a decidere di pagargli due notti in una struttura, viste anche le basse temperature del periodo.

Non solo. «La mattina andavamo prenderlo dove soggiornava per poi riportarlo da noi». Lì, dove, seduto al tavolo accanto al bancone centrale, rimaneva nelle ore diurne. «Ci ha fatto compagnia in quei giorni, mentre lavoravamo. Gli abbiamo offerto da mangiare, in attesa di capire chi fosse e se qualcuno poteva aiutarlo».

Di questo, è ancora il giovanissimo dipendente a occuparsene. E non demorde. Chiama l'Ambasciata dei Paesi Bassi a Roma e da qui, la svolta. «Ho segnalato che qui c'era un loro connazionale in difficoltà e che non riuscivamo a contattare la famiglia. Così abbiamo avviato le ricerche tramite la rete consolare e il ministero degli Esteri. L'Ambasciata ha fatto un lavoro immenso».

È il 29 dicembre quando finalmente Giampiccolo riesce a mettersi in contatto con l'ex moglie e il suo medico di base, il quale gli dice che il 72enne ha un grave malattia e che sta saltando la terapia. Ed effettivamente, di giorno in giorno, l'uomo stava diventando sempre più confuso. Nella stessa giornata, il giovane viene raggiunto anche dalla chiamata dell'amministratrice di sostegno che segue l'ex autotrasportatore.

«Lo stavano cercando. Insieme prenotiamo un volo per il 30 dicembre per l'Olanda. L'ho accompagnato io in aeroporto a Verona quella mattina, e l'ho affidato al personale della compagnia aerea. L'ho salutato: ha ricambiato con il suo solito sorriso, senza rendersi conto di quello che era successo in quei giorni».

Atterrato in Olanda, è l'ex moglie a farsi sentire: «Grazie di tutto». Poche, ma sentite, parole per chiudere quello che può essere ricordato come un miracolo di Natale.