Perché Lorenzo Cattoni ha potuto avvicinare la moglie? Perché quell’uomo ha potuto raggiungerla e colpirla per un’ultima volta, a morte? Perché non gli è stato impedito, con misure più restrittive, soprattutto dopo una lunga serie di precedenti?

Sono queste le domande che, all’indomani dell’efferato femminicidio costato la vita a Deborah Saltori, in molti si fanno. Anche nel palazzo del Consiglio provinciale, dove più di uno punta l’indice sui meccanismi di una giustizia che non ha funzionato e non ha saputo proteggere una vittima annunciata.