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TRENTO. È record di dipendenti per l'Azienda sanitaria: nel 2025, infatti, l'Asuit ha avuto a libro paga 9.137 persone. Per la prima volta è stata superata (abbondantemente) quota novemila, con un incremento di 227 unità rispetto al 2024, mentre in dieci anni l'aumento percentuale ha raggiunto la doppia cifra (+11% e quasi mille "teste" in più), considerato che nel 2016 i dipendenti dell'allora Apss erano 8.225. La crescita è stata costante: nel 2024 i dipendenti della sanità pubblica trentina erano 8.910 (l'aumento è stato quindi di 227 persone) e nel 2023 erano 8.800.
Sul totale dei lavoratori, circa uno su quattro (22,7%) ha un contratto part time: tra definitivo (962 persone) e temporaneo (1.113), sono infatti 2.075 i professionisti non a tempo pieno. E la quasi totalità (1.933 su 2.075, ovvero il 93%) sono donne. Dopo la Provincia, quindi, l'Asuit è il più grande datore di lavoro del Trentino. Anche se solitamente si tende a pensare che i dipendenti dell'Azienda sanitaria siano "solo" medici e infermieri, in realtà il report con la distribuzione per profilo rivela come le categorie di chi lavora in sanità siano tantissime. Quella più rappresentata resta quella degli infermieri, che sono 2.885 (ai quali vanno aggiunti 181 coordinatrici più gli altri ruoli dirigenziali), seguita dai dirigenti medici (1.180, e anche qui vanno aggiunti i "capi") e da Oss (1.141).
Poi gli assistenti amministrativi generali, che sono 595 e tante altre professionalità, alcune curiose. Tra i dipendenti dell'Asuit, infatti, figurano anche 9 falegnami, 2 bagnini, 2 idraulici, 64 cuochi, 3 statistici, 3 tappezzieri e 5 avvocati. Ancora: i direttori sono 97, in aumento rispetto ai 93 del 2024, mentre gli incarichi speciali e direttori di ufficio sono 48 (+2). Nelle professioni sanitarie si concentrano praticamente la metà dei dipendenti: oltre ai già citati 2.885 infermieri, ci sono ad esempio 282 ostetriche. E si tratta di una delle professioni con l'aumento maggiore (+31%), considerato che erano "solamente" 215 nel 2016: nonostante il calo delle nascite (dieci anni fa i nati in Trentino erano 4.289 contro i 3.568 dell'anno scorso) i servizi e i percorsi sono aumentati e quindi è necessaria la presenza di più personale.
Restando nelle professioni sanitarie, i fisioterapisti sono 202, un dato che invece è in linea sia con i 199 del 2024 sia con i 183 del 2016, a dimostrazione di come i percorsi riabilitativi non siano eccessivamente cresciuti negli ultimi anni. Ancora: i tecnici di laboratorio sono 216, mentre quelli di radiologia sono 198. I logopedisti sono 50, i dietisti 25 e gli igienisti dentali 15. Tra i ruoli dirigenziali, le infermiere coordinatrici (la caposala, per intenderci) sono 181, in calo rispetto alle 191 del 2024 e alle 203 di dieci anni fa, mentre i direttori medici (i primari, per intenderci) sono 84 (erano 100 dieci anni fa e 80 l'anno scorso).
Tanti numeri, dati e percentuali che offrono spunti per una serie di riflessioni e domande, utili anche a capire come sia cambiata e stia cambiando la sanità. In primo luogo un pensiero spontaneo può emergere dal fatto che in pochi anni ci sono quasi mille dipendenti in più ma che ci sono anche liste d'attesa in crescita (23mila trentini attendono nel "contenitore") e alcuni reparti sono in difficoltà. Una tra le tante possibili spiegazioni è legata all'aumento dei servizi, che richiede più personale, ma anche delle esigenze di salute della popolazione. Una spiegazione, invece, non può essere il part time: nel 2016 incideva per il 24% del totale dipendenti, oggi per il 22%.
Guardando solo ai profili principali, in dieci anni siamo passati da 1.004 a 1.180 medici (+176), da 2.589 a 2.885 infermieri (+296) e da 905 a 1.141 oss (+236): ciò significa 708 persone in più in corsia che si prendono cura dei pazienti. Ancora: in dodici mesi ci sono in organico 54 medici e 43 oss in più, mentre la crescita degli infermieri è stata solamente di 4 unità.


