TRENTO. Tredici milioni di euro. Per la precisione 12 milioni e 956 mila euro. Tanto sono costati all'Azienda sanitaria gli ormai famosi "gettonisti" nel corso del 2024. Si tratta di una cifra in crescita del 17% rispetto al 2023 (circa 2 milioni di euro in più) e più che raddoppiata negli ultimi quattro anni, considerato che nel 2021 la spesa in questa particolare voce di bilancio era stata di 5, 8 milioni. E se, giustamente, si può ritenere il 2021 un anno "strano", poco significativo per le statistiche per via dell'onda lunga del Covid, basti prendere ad esempio il 2018, quando per gli incarichi in libera professione vennero spesi 5,4 milioni di euro. Insomma, le cifre sborsate per i medici gettonisti sono sempre più alte. L'Azienda sanitaria spiega che «l'incremento rispetto al 2023 è da ricondurre sia al maggior numero di incarichi conferiti sia alla revisione dei compensi orari riconosciuti ai libero professionisti anche al fine di rendere più attrattive le sedi periferiche per le quali è particolarmente difficile reclutare personale».

Ormai nota la "destinazione" dei gettonisti, che sono diventati imprescindibili per tenere in piedi sia reparti cruciali e fondamentali come i Pronto soccorso (nell'ospedale hub del Santa Chiara e nelle periferie) e le radiologie, sia reparti importanti più sul piano politico che sanitario come i punti nascita periferici di Cles e Cavalese. Per quanto riguarda l'anno in corso non ci sono ancora dati ufficiali, ma difficilmente ci sarà una riduzione di spesa per i gettonisti: se a novembre 2024 la Provincia, con una delibera dell'assessore Tonina, aveva previsto una riduzione del compenso orario, portandolo da 96 a 75 euro all'ora (quindi da 1.152 euro a 900 per un turno "classico" di dodici ore), poi ha fatto dietrofront, riportando i compensi ai valori più alti vista la difficoltà a reperire professionisti.

Dalla relazione dell'Azienda sanitaria emerge come, in generale, i costi per "consulenze, collaborazioni, interinali, altre prestazioni di lavoro sanitarie e sociosanitarie" abbiano avuto un vero e proprio boom, raggiungendo lo scorso anno la cifra record di 21,8 milioni di euro, con una crescita del 27% (+4,6 milioni) rispetto ai 17,2 milioni del 2023. Nei tre anni precedenti, 2020, 2021 e 2022, le cifre erano simili, intorno ai 12 milioni, mentre nel 2018 e 2019 si viaggiava intorno ai 9 milioni di euro. In questa voce, come accennato, una fetta importante riguarda appunto i gettonisti, ma sono in crescita anche le cosiddette POA (prestazioni orarie aggiuntive, che non sono tecnicamente semplici straordinari): nel 2024 le Poa sono costate quasi 5 milioni di euro, in netto aumento rispetto ai 3,7 dell'anno precedente.

Anche la voce "Indennità a personale universitario" ha visto un rilevante incremento rispetto al 2023 a seguito della progressiva nomina dei docenti universitari quali direttori di struttura complessa: si è passati da 480 mila euro a 2,8 milioni.Un'altra voce interessante, restando nel campo della libera professione, è quella relativa ai costi della cosiddetta "intramoenia" : libera professione, ma svolta dai dipendenti al di fuori dell'orario di lavoro. Nel 2024 è costata 11,9 milioni, con un aumento di 650 mila euro (+5,7%) rispetto all'anno precedente. Complessivamente il costo del personale nel 2024 è cresciuto: per medici, infermieri, oss, tecnici, amministrativi (in totale 8.909 persone, 8.384,7 unità equivalenti, in crescita di 111,43 unità equivalenti rispetto al 2023), è stato di 524,7 milioni di euro, con una crescita del 5% rispetto ai 499,6 milioni dell'anno precedente. La crescita di spesa maggiore è stata per il personale amministrativo (+8,8%), seguito da personale tecnico (+6,02%) e personale sanitario (+4,46%). Dagli euro ai bisturi: l'attività chirurgica dell'Azienda sanitaria nel 2024 rispetto all'anno precedente ha registrato un lieve incremento del volume di interventi effettuati (elettivi e urgenti): sono stati 61.855 rispetto ai 60.074 del 2023 (+2,96%).

L'attività elettiva, che dipende dalle risorse di personale disponibili, ha registrato un +1,4% per gli interventi in regime ordinario (12.042 contro 11.873), un +9,6% di Day Surgery (12.864 contro 11.731) e un +0,99% in regime ambulatoriale (27.867 contro 27.593). Analizzando l'andamento dell'attività elettiva durante i 12 mesi del 2024 si evince che il primo semestre ha avuto una performance nettamente superiore all'analogo periodo del 2023, per poi scendere nel secondo semestre ai livelli inferiori del 2023.