TRENTO. Nuova condanna per l’Inps sul riconoscimento dei sei scatti aggiuntivi di anzianità nel calcolo del trattamento di fine servizio (TFS) degli ex appartenenti alle forze dell’ordine. Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso presentato dallo Spi Cgil del Trentino a tutela di tre ex poliziotti, stabilendo che l’Istituto dovrà corrispondere le maggiorazioni economiche non riconosciute, oltre alle spese legali.

La controversia riguarda un beneficio previsto dalla legge 387 del 1981, che riconosce sei scatti aggiuntivi di anzianità, ciascuno pari al 2,5% dell’ultimo stipendio, ai fini del calcolo dei trattamenti spettanti al personale delle forze di polizia. Secondo l’interpretazione adottata dall’Inps, i tre pensionati non avrebbero avuto i requisiti necessari per ottenere la maggiorazione anche sul trattamento di fine servizio.

I tre ex agenti, che avevano prestato servizio in Trentino, avevano presentato domanda di pensionamento dopo aver raggiunto i 55 anni di età e i 35 anni di anzianità di servizio. L’istanza era stata accolta e l’Inps aveva riconosciuto i sei scatti aggiuntivi ai fini pensionistici, escludendoli però dal calcolo del TFS. Una decisione contestata dallo Spi Cgil, che ha promosso il ricorso attraverso l’avvocato Stefano Giampietro.

Nel procedimento l’Inps ha sostenuto di essere tenuto esclusivamente alla liquidazione del trattamento sulla base dei conteggi effettuati dalle amministrazioni di appartenenza dei dipendenti. Una posizione respinta dal Tar, che ha ribadito come sia proprio l’Istituto previdenziale il soggetto competente a corrispondere il trattamento di fine servizio.

Non si tratta del primo pronunciamento favorevole agli ex appartenenti alle forze dell’ordine. Già nel luglio 2025 una sentenza analoga aveva riconosciuto il diritto alle maggiorazioni per altri otto pensionati. Nonostante quel precedente, l’Inps ha mantenuto la propria interpretazione, dando origine a ulteriori contenziosi.

«Abbiamo agito in Tribunale per vedere riconosciuto e difeso un diritto. E questa è per noi la cosa più importante. Sarebbe auspicabile, però, che l’Inps si adeguasse in automatico aggiornando la propria valutazione di questi casi ed evitando ulteriori contenziosi», dichiarano Claudia Loro, segretaria generale dello Spi Cgil, e Massimiliano Piccolotto, che ha seguito il ricorso per il sindacato.