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TRENTO. Più sostegno a chi si prende cura dei figli, a chi assiste familiari non autosufficienti e a chi, per ragioni personali o lavorative, rischia di accumulare vuoti contributivi durante la propria vita professionale. La Regione Trentino-Alto Adige aumenta le risorse destinate alla previdenza obbligatoria e complementare, con 7,51 milioni di euro aggiuntivi all'anno per il triennio 2027-2029. Le nuove misure sono contenute nella legge di stabilità 2027, approvata dalla Giunta regionale, e si applicheranno alle domande presentate dal 1° gennaio 2027.
L'intervento riguarda diverse categorie di beneficiari, con un rafforzamento dei contributi destinati a compensare i periodi in cui il lavoro di cura, la riduzione dell'orario o la difficoltà a mantenere un'occupazione regolare possono incidere sulla futura pensione. A queste risorse si aggiungono 600 mila euro nel triennio per potenziare le iniziative di educazione finanziaria promosse attraverso Pensplan Centrum.
Tra i destinatari ci sono innanzitutto i genitori non occupati o in aspettativa senza copertura previdenziale. Per loro il contributo annuo destinato alla prosecuzione volontaria dei versamenti sale da 9 mila a 12 mila euro, mentre il massimale complessivo aumenta da 18 mila a 24 mila euro. Chi sceglie invece di versare nella previdenza complementare potrà beneficiare di un contributo annuo che passa da 4 mila a 5 mila euro, con un tetto complessivo di 10 mila euro.
Aumenti anche per i genitori che lavorano part-time nel settore privato, con un orario non superiore al 70% del tempo pieno. Il contributo per integrare la contribuzione obbligatoria fino al 100% cresce da 4.500 a 5 mila euro all'anno. Per la previdenza complementare l'importo sale invece da 2 mila a 3 mila euro annui, con un massimale complessivo che passa da 8 mila a 12 mila euro.
Un capitolo importante riguarda i caregiver, ovvero le persone che assistono a domicilio familiari non autosufficienti. Per chi non lavora o si trova in aspettativa senza copertura previdenziale, il contributo per la prosecuzione volontaria aumenta sensibilmente: da 4 mila a 10 mila euro all'anno. Quello per la previdenza complementare passa invece da 4 mila a 7 mila euro. Per i caregiver occupati part-time, con un orario non superiore al 70% del tempo pieno, gli aiuti salgono rispettivamente a 5 mila euro per la previdenza obbligatoria e a 3.500 euro per quella complementare.
Ulteriori risorse sono previste per i genitori che si occupano di figli, o minori in affidamento, di età inferiore ai cinque anni riconosciuti invalidi civili. In questi casi il contributo annuo per la prosecuzione volontaria sale da 9 mila a 14 mila euro, mentre quello per la previdenza complementare passa da 4 mila a 7 mila euro.
Le misure per la cura dei figli e dei familiari non autosufficienti saranno riconosciute secondo i requisiti previsti dalla normativa regionale, con importi proporzionati ai periodi di contribuzione interessati. Per questi interventi non è previsto un limite di reddito familiare.
«Aumentiamo in modo significativo le risorse destinate alla previdenza e rendiamo più consistenti gli aiuti per chi rischia di avere una pensione più bassa a causa del lavoro di cura, di periodi di difficoltà lavorativa o delle condizioni in cui svolge la propria attività», ha dichiarato il presidente della Regione Arno Kompatscher. L'assessore regionale alla previdenza Carlo Daldoss ha evidenziato la necessità di rafforzare gli strumenti a disposizione di chi, tra responsabilità familiari e assistenza, incontra maggiori difficoltà nel versare regolarmente i contributi.
La legge interviene anche sul settore agricolo. Il contributo massimo annuo per sostenere i versamenti previdenziali volontari all'Inps o ad altre casse obbligatorie aumenta da 4 mila a 6 mila euro. La misura è rivolta, nel rispetto dei requisiti economici e di residenza, a persone con figli minorenni, a chi assiste familiari non autosufficienti, a chi ha compiuto 55 anni e a chi, dopo aver superato i 50 anni, ha perso il lavoro nei cinque anni precedenti.
Per i coltivatori diretti, i mezzadri, i coloni e i familiari coadiuvanti iscritti alla gestione Inps e impegnati in aziende zootecniche situate in aree particolarmente svantaggiate, il contributo regionale alla previdenza complementare passa da 500 a un massimo di mille euro all'anno. Cambia inoltre la base di calcolo del sostegno alla contribuzione obbligatoria, con una copertura ordinaria del 50% che può arrivare al 60% o al 70% nelle situazioni territoriali più svantaggiate.
Infine, per il periodo 2027-2029 la Regione mette a disposizione 200 mila euro all'anno per rafforzare l'educazione finanziaria. Le risorse serviranno a sostenere corsi, incontri, campagne informative e iniziative pubbliche per favorire una maggiore consapevolezza nelle scelte economiche e previdenziali.


