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TRENTO. C'è anche un trentino tra le 13 persone arrestate dalla Polizia postale (più 21 denunce a piede libero, tra cui un bolzanino) nell'ambito di un' indagine che ha smantellato una rete di pedopornografia online.
A casa dell'indagato - un 42enne dipendente di un'azienda privata, senza figli - gli investigatori trentini hanno trovato migliaia di foto e di video a sfondo pedopornografico. Proprio l'ingente quantità del materiale posseduto, pronto per essere scambiato nel dark web, ha fatto scattare l'arresto in flagranza di reato.
Il provvedimento è stato preso dalla Polizia postale di Trento d'intesa con la procura di Palermo titolare dell'inchiesta.
Le indagini, durate più di un anno e mezzo, sono state condotte dal Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Sicilia Occidentale con il coordinamento del Servizio centrale, presso il Centro nazionale per il Contrasto della pedopornografia on-line.
Gli inquirenti - precisa una nota - hanno ricostruito la rete di rapporti, tra cittadini italiani e stranieri, che detenevano e scambiavano su internet, foto e video ritraenti atti sessuali tra adulti e minori, violenze sessuali subite da bambini, e talvolta anche contenuti pedopornografici realizzati in danno di neonati. In totale sono stati posti sotto sequestro più di 250 mila file.
L'indagine ha preso le mosse dall'attività di monitoraggio svolta da tutti i Compartimenti sul territorio tanto sui canali di file sharing, quanto su piattaforme di chat e nel Dark Web, luoghi virtuali dove è necessario imbastire vere e proprie attività sotto copertura finalizzate all'accreditamento e identificazione dei responsabili.
Gli investigatori sotto copertura, infiltrati nei canali specifici di interscambio del materiale illecito, sono riusciti a individuare le utenze mediante cui avvenivano le connessioni monitorate, risalendo a residenti in 13 diverse regioni italiane, tra cui il Trentino Alto Adige. In questi giorni c'è stata la svolta: gli investigatori sono usciti allo scoperto facendo scattare le perquisizioni.
Presso le abitazioni degli indagati sono stati sequestrati dagli uomini della Postale numerosissimi dispositivi informatici, utilizzati anche per l’occultamento dei file conservati, talvolta nascosti in contenitori di uso comune, come provette e confezioni per farmaci.
Tutti i supporti sono stati oggetto di verifica informatica effettuata sul posto, grazie alla quale in 13 casi è stata accertata la detenzione di ingente quantità di file pedopornografici, facendo scattare l'arresto in flagranza di reato (è il caso del 42enne trentino). In altri 21 casi gli indagati sono stati denunciati a piede libero a vario titolo, per reati legati alla pornografia minorile.


