TRENTO. Anche un semplice panino rischia di rendere la pausa pranzo sempre più pesante per il portafoglio dei lavoratori. A Trento il prezzo medio al bar ha raggiunto 5,80 euro, con un aumento del 6% in un anno. E se si sceglie una pizza con bibita, il conto medio sale a 13,52 euro, il 4% in più rispetto al 2024. Sono i dati richiamati da Federconsumatori del Trentino per fotografare una spesa quotidiana che, moltiplicata per settimane di lavoro, può incidere sul bilancio familiare.

Il problema non riguarda soltanto il Trentino. Secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, nel 2026 un pranzo composto da pasta, acqua, dessert e caffè costa mediamente 16,19 euro, contro 15,77 euro nel 2025 e 15,34 nel 2024. Anche la soluzione più spartana, tramezzino, acqua e caffè, può arrivare a circa 7 euro. Già nel 2024 un’indagine SumUp aveva inoltre collocato Trento ai vertici fra le venti città italiane esaminate per il costo di panino e caffè.

La strada per spendere meno c’è, ma non è alla portata di tutti: preparare il pranzo a casa permetterebbe, secondo Federconsumatori, di risparmiare circa il 75% rispetto a bar e tavole calde, con una spesa media stimata in 4,90 euro. Servono però tempo e organizzazione, oltre alla disponibilità sul luogo di lavoro di spazi dove conservare, riscaldare e consumare il cibo.

Per Federconsumatori del Trentino non si può dunque ridurre tutto alle abitudini individuali. L’associazione propone di adeguare il valore dei buoni pasto per evitare che i rincari ne erodano progressivamente il potere d’acquisto e chiede un monitoraggio periodico dei prezzi di bar, tavole calde e punti di ristoro della provincia. L’obiettivo è rendere più accessibili pasti equilibrati anche a chi, ogni giorno, è costretto a mangiare fuori casa per lavoro.