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TRENTO. Perché i cittadini trentini che devono sottoporsi alle visite specialistiche neuropsicologiche per l'accertamento dell'idoneità alla guida vengono inviati a Bolzano anziché poter effettuare gli esami sul territorio provinciale? È la domanda al centro di un'interrogazione presentata dalla consigliera provinciale Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) alla Giunta provinciale.
Secondo quanto evidenzia Coppola, la Commissione medica per l'accertamento dell'idoneità alla guida della Provincia autonoma di Trento dispone, nell'ambito delle proprie procedure, visite specialistiche neuropsicologiche previste dalla normativa per garantire la sicurezza stradale. Tuttavia, molti cittadini residenti in Trentino vengono indirizzati al settore di psicologia della sicurezza viaria con sede a Bolzano, anziché presso strutture sanitarie della provincia.
La consigliera sottolinea come questa organizzazione comporti «evidenti disagi» per gli utenti, costretti a spostamenti fuori provincia spesso gravosi, soprattutto per persone già interessate da limitazioni alla mobilità o impegnate nelle procedure di verifica dell'idoneità alla guida. Inoltre, osserva, tale prassi potrebbe determinare sovrapposizioni nei rapporti di collaborazione tra le due Province autonome.
Nell'interrogazione Lucia Coppola ricorda che l'Azienda sanitaria è chiamata a garantire servizi specialistici adeguati, tempestivi e territorialmente vicini ai cittadini. Per questo chiede alla Giunta di chiarire le ragioni tecniche, organizzative, normative o economiche che portano a inviare i pazienti a Bolzano, invece di predisporre ambulatori o agende dedicate in Trentino.
La consigliera domanda inoltre se esistano accordi o convenzioni tra le Province autonome di Trento e Bolzano per la gestione condivisa di queste prestazioni, chiedendo di conoscerne i contenuti, i costi e le modalità di reciprocità.
Infine, Coppola vuole sapere quanti cittadini trentini siano stati inviati a Bolzano negli ultimi tre anni per questi accertamenti, quali siano stati i tempi medi di attesa e se la Giunta intenda promuovere l'istituzione o il potenziamento di un servizio analogo direttamente sul territorio provinciale, con l'obiettivo di ridurre i disagi per gli utenti e valorizzare le competenze presenti nel sistema sanitario trentino.


