TRENTO. Franco Filippi, il 70enne che il 14 luglio 2025 si presentò alla lavanderia della ex moglie e della figlia in via Romagnosi imbracciando un fucile (per poi minacciare anche i finanzieri giunti per tranquillizzarlo), presenterebbe una «parziale incapacità». Questo quanto emerge dai consulenti di parte, chiamati dalla difesa, l’avvocata Marina March, che ha chiesto per l’imputato il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica, alla perizia balistica già depositate agli atti e ad altre tre istanze. Così ieri la dottoressa Anna Palleschi, psichiatra clinico e forense di Padova, dopo i necessari approfondimenti del caso, ha dichiarato che l'uomo, in quel frangente, non fosse del tutto in grado di intendere e di volere. Cosa che ha confermato anche lo psicologo Marco Samory che ha avvallato la linea della collega. Ora il gip, il dottor Enrico Borrelli, potrebbe quindi disporre una propria perizia o procedere alla discussione del giudizio.

Filippi, al tempo, si era giustificato, sostenendo che «non voleva sparare» e che le sue intenzioni erano ben altre, nonostante fra i due ex coniugi i rapporti si fossero interrotti ormai da anni. Con l'arrivo dei militari della Guardia di finanza, giunti dalla vicina caserma per bloccarlo, la situazione non si era placata. L'uomo aveva intimato loro di non scendere puntando contro la canna del fucile. Dopo essere stato arrestato, per il 70enne erano scattati i domiciliari.

F.C.