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TRENTO. Parte subito tra veleni e polemiche la campagna congressuale di Fratelli d'Italia. Sabato gli iscritti dovranno scegliere a chi affidare le redini del partito provinciale, tra l'assessora Francesca Gerosa e l'ex consigliere comunale di Trento, Cristian Zanetti, con l'ombra del «pacchetto» di 200 tessere procurate negli ultimi giorni da Alessia Ambrosi molte anche pescando in ambienti di estrema destra, vicini ad Emilio Giuliana, che all'ultimo però invece che sostenere la candidatura della deputata, che poi ha deciso di rinunciare, avrebbero puntato su Zanetti, che ha poi deciso di sfidare Gerosa.
Su queste dinamiche su Giuliana e i nuovi tesserati la deputata dichiara: «In ogni fase precongressuale tutti parlano con tutti, non mi risulta peraltro nemmeno di averlo tesserato io, con ogni probabilità lo hanno fatto altri. Con Giuliana tutti in passato hanno tentato accordi, e pensare di scagliare la prima pietra contro di me che in questo congresso nemmeno sono candidata è un'argomentazione così surreale che fa semplicemente ridere. Le mie tessere sono regolari, trasparenti e perfettamente in linea con lo Statuto. E - cosa ovvia - tra l'altro non esiste alcuna garanzia che chi le sottoscrive voti per chi le ha raccolte. Il segreto dell'urna è sacro. Mi pare evidente che si stia tentando di creare ad arte un caso, forse perché qualcuno teme di perdere il congresso».
Anche Cristian Zanetti, che apre ai nuovi tesserati, su Giuliana dice: «Scaricare oggi la responsabilità su una persona per condizionare impropriamente il congresso è politicamente scorretto e testimonia una debolezza profonda da parte di una dirigenza che sa di poter perdere». Zanetti dice di voler «aprire, far crescere e pacificare» il partito con una nuova fase «più onesta, più competente e più rappresentativa». Il presidente uscente di FdI, Alessandro Iurlaro, replica definendo irrispettose e gravi le affermazioni sull'onestà: «FdI in Trentino è un partito coeso, radicato e in crescita costante» e accusa Zanetti di aver partecipato «a meno di un terzo delle riunioni del coordinamento provinciale» e di non aver «raggiunto nemmeno il tetto di sottoscrizioni richieste per la sua candidatura».
Gerosa: credo nella nostra comunità politica
Assessora Francesca Gerosa, il suo sfidante Zanetti dice che si candida per superare l'oligarchia che governa il partito e che serve un cambiamento radicale.
Zanetti ed io siamo parimenti dirigenti nel coordinamento provinciale, quindi si inserisce nell'oligarchia di cui parla. Con le accuse che muove offende i tanti militanti che ogni giorno lavorano sul territorio, e sulla gestione di fatto attacca anche il proprio lavoro. Io invece posso dire che ho visto in questi due anni un partito crescere, e provane sono i tantissimi amministratori eletti nei vari comuni nelle elezioni di maggio.
Lei perché punta a guidare il partito in Trentino?
Non era nelle mie ambizioni e nei miei progetti, ma ho deciso perché me l'hanno chiesto da tanti territori del Trentino, come dimostrano le tantissime sottoscrizioni sia semplici che qualificate che mi sostengono.
Però lei è già assessora provinciale, non pensa che sia meglio che a guidare il partito sia qualcun altro?
Io penso che l'unione tra parte amministrativa e politica sia un punto di forza per far sì che Fratelli d'Italia abbia il ruolo importante che gli spetta nella coalizione ed è un valore aggiunto.
Zanetti dice che vuole aprire una nuova fase «più onesta, più competente e più rappresentativa».
Voglio considerare questa dichiarazione come uno scivolone perché di fatto con quelle parole ha mancato di rispetto a ogni singolo membro della comunità che ogni giorno si rimbocca le maniche per far crescere il movimento.
È preoccupata per i nuovi tesseramenti riconducibili ad esponenti dell'estrema destra? Sono compatibili con Fratelli d'Italia?
Non ne so nulla. Io comunque vado avanti per la mia strada forte di chi sta lavorando e costruendo insieme il partito da anni.
Pensa di vincere dunque?
I congressi vanno vissuti senza l'arroganza di pensare di avere la vittoria in tasca, credo nella forza della nostra comunità politica che negli anni si è impegnata tanto per fare crescere il partito.
Se non riuscisse ad avere la fiducia del suo partito questo potrebbe pregiudicare le sue prospettive politiche, non crede?
Non credo, perché la forza di chi è nelle istituzioni è data dalla fiducia dei cittadini nelle tornate elettorali.
Anche nei rapporti con la coalizione Zanetti dice che FdI deve cambiare. Un altro attacco a Gerosa?
Con Biada lavoriamo ogni giorno con la nostra coalizione, ma la differenza è che lo facciamo senza farci mettere i piedi in testa. Zanetti vuole "pacificare" facendo diventare FdI in satellite della coalizione.
Zanetti: serve una guida super partes
Cristian Zanetti, lei pensa di vincere il congresso perché sa di poter contare sul «pacchetto» di nuovi tesserati di estrema destra vicini a Emilio Giuliana?
Non so di cosa si stia parlando. Io conosco da una vita Giuliana, ma penso che non sia neanche tesserato. Comunque lui stesso ha detto che in passate elezioni tutti gli hanno chiesto una mano: Urzì, Gerosa, Ambrosi, Goio. Sua figlia Rachele Giuliana è stata eletta in circoscrizione con FdI. Solo io non gli ho chiesto niente. Ma poi se uno è tesserato ha diritto di votare, non è che vai a vedere se è un estremista, un panettiere o un imprenditore. Qualcuno vuole creare il mostro, perché ha paura di perdere.
Quando ha deciso di candidarsi e perché?
Quattro giorni prima del deposito della candidatura perché me l'hanno chiesto tanti tesserati in giro per il Trentino. Ricevo cento telefonate al giorno. Mi sembra di essere un call center.
Lei dice che a FdI in Trentino serve un «cambiamento radicale» per superare la «struttura oligarchica» che c'è. Vuol dire che decidono tutto Gerosa e Urzì?
Dico che i territori chiedono una figura super partes alla guida del partito per permettere anche ad altri di emergere non ai soliti. E penso sia necessario anche nei rapporti con la coalizione.
Pensa che Gerosa sia una figura divisiva e non sappia trattare con la coalizione?
No. Io riconosco che Gerosa è la più alta in grado di FdI a livello istituzionale, ma penso che sia più utile anche a lei avere qualcuno non coinvolto direttamente, perché io non ho intenzione di candidarmi, che la affianca quando si dovrà parlare con la coalizione. In ogni caso, anche adesso il presidente è Iurlaro e non Gerosa. Se in futuro dovessi esserci io cosa cambia?
Cambia che se la vostra figura più alta in grado, come la definisce lei, viene sconfitta al congresso del suo stesso partito ne uscirebbe indebolita anche in vista di una possibile candidatura alla presidenza della Provincia, non pensa?
Secondo me no, perché il congresso è una cosa interna al partito, non le toglie il consenso elettorale di più votata con quasi 2.800 preferenze alle ultime elezioni provinciali. Quando era candidata, io l'ho scorrazzata in giro per tutto il Trentino, però adesso penso che per avere più autorevolezza anche nei confronti degli alleati è meglio che il partito sia gestito da persone super partes che contribuiscono.
In questi giorni prima del congresso pensa che ci possano essere margini per un confronto tra lei e Gerosa per una soluzione unitaria?
Se vuole parlarmi io sono disponibile in qualsiasi momento, ma da parte mia non ci sarà nessun passo indietro.


