PHOTO
TRENTO. Macchinari sanitari obsoleti, guasti continui e sospensioni improvvise degli esami: secondo la consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari la sanità pubblica trentina rischia di pagare un prezzo alto in termini di qualità delle cure e sicurezza dei pazienti. L’esponente dem ha depositato un’interrogazione per riportare l’attenzione sulle condizioni di alcune grandi attrezzature negli ospedali del territorio.
Nel mirino finiscono soprattutto le risonanze magnetiche. Nella risposta dell’assessore Mario Tonina a precedenti interrogazioni, presentate dalle consigliere Maestri e Coppola, viene evidenziato che alcune apparecchiature avrebbero registrato un numero “elevatissimo” di guasti negli ultimi cinque anni, segno – sostiene Parolari – di un parco macchine segnato da un’elevata obsolescenza.
Secondo la consigliera, superare i 10 anni di vita per una risonanza magnetica non è un dettaglio tecnico, ma un fattore che può incidere direttamente sulla diagnosi. Tra i rischi indicati: immagini con minore risoluzione e possibili falsi negativi, tempi di scansione più lunghi (da circa 15 a 40 minuti) e tunnel più stretti che aumentano il disagio soprattutto per anziani e persone claustrofobiche.
Parolari sottolinea inoltre che, pur con le risorse della Missione 6 del Pnrr, l’Assessorato avrebbe confermato la sostituzione di cinque Tac entro il 2025, senza però prevedere investimenti per il rinnovo delle risonanze magnetiche. Un tema che, secondo la consigliera, si rifletterebbe anche sull’operatività quotidiana, con attività soggette a sospensioni e rinvii di esami radiologici, inclusi pazienti oncologici.


