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TRENTO. L'ultima indagata latitante dell'operazione «Sciabolata», su presunti traffici di droga e affari, è passata venerdì 19 settembre ai domiciliari. A stabilirlo è stato il Tribunale del Riesame.
Naoual Samaoui, la quarantunenne di origine marocchina, indicata dagli inquirenti come «corriere» per lo stupefacente per la famiglia Agostini, era stata arrestata soltanto pochi giorni fa dalle Fiamme Gialle nella sua abitazione di Gardolo.
In sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip Gianmarco Giua, la donna aveva scelto di parlare e rispondere alle domande del giudice.
Dopo giorni di carcere nell'istituto penitenziario di Spini di Gardolo, per l'indagata è scattata la misura meno gravosa dei domiciliari.
Provvedimento emesso dopo che la sua difesa, rappresentata dall'avvocato Claudio Robol, aveva presentato istanza sia al gip – che si era riservato – che al Tribunale della libertà che ieri ha accolto la richiesta.
Per gli inquirenti, l'indagata sarebbe stata un punto di riferimento per gli Agostini con un ruolo di intermediaria, in stretto contatto con Claudio Agostini, l'imprenditore di Andalo che la procura ha identificato come «capo promotore ed organizzatore dell'associazione».
È accusata inoltre di aver trasportato lo stupefacente sia a casa dell'imprenditore che nei locali "Andel Haus" e "Tower Pub", ancora sotto sequestro.
La maxi inchiesta aveva portato lo scorso 7 maggio all'esecuzione di 37 misure cautelari (diciotto in carcere, due agli arresti domiciliari, tredici divieti di dimora e tre obblighi di dimora nella provincia di Trento, un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) ed al sequestro di beni per circa 12,4 milioni di euro.


