PAGANELLA. Dopo più tre mesi di carcere è tornato nella sua casa sull'Altopiano della Paganella Claudio Agostini, il noto imprenditore 70enne che era stato arrestato il 7 maggio scorso con l'accusa di essere a capo di una presunta organizzazione criminale dedita all'acquisto, alla detenzione e alla vendita di cocaina e anche di associazione per delinquere per riciclaggio. Inizialmente rinchiuso nel carcere di Rovigo, per ragioni si sicurezza l'uomo era stato poi trasferito ad Ancona.

Poco prima di Ferragosto, dopo che nel primo interrogatorio ha scelto la linea del silenzio, l'uomo aveva deciso di collaborare con i pm Ognibene e Clemente che sono titolari dell'operazione "sciabolata". Più di sei ore di colloquio durante le quali, insieme all'avvocato Giuliano Valer, l'imprenditore ha cercato di chiarire la sua posizione, fornendo spunti utili agli investigatori. Trovando riscontro in alcuni passaggi del racconto di Agostini, che evidentemente ha fatto nomi e rivelato circostanze utili all'indagine, la Procura ha dato l'ok all'istanza presentata dalla difesa per la sostituzione della misura cautelare dal carcere agli arresti domiciliari. Così, qualche giorno dopo Ferragosto, Agostini ha potuto tornare sull'Altopiano della Paganella, anche se ha l'obbligo di non allontanarsi da casa.

«L'indagato ha ritenuto opportuno chiarire ogni singolo aspetto della vicenda - chiarisce l'avvocato Giuliano Valer - Ha dimostrato correttezza e ha ridimensionato la portata delle accuse». Naturalmente la vicenda è tutt'altro che chiusa.

«Rimangono ulteriori aspetti da chiarire - ha fatto presente l'avvocato Valer - ma ci saranno tempo e occasioni di farlo nel proseguo delle indagini. Il signor Agostini ha peraltro precisato che non si sarebbe stata alcuna associazione per delinquere, ma solo alcuni comportamenti dettati da una debolezza umana. Il mio assistito si è infine dichiarato disponibile con i magistrati a fornire ulteriori chiarimenti».

Una vicenda, quella dell'inchiesta "sciabolata", che ha profondamente segnato la vita di Agostini, non solo per la lunga permanenza in carcere, ma soprattutto per il fatto che nell'indagine sono finiti anche i due figli, Gabriele e Alessio. Proprio quest'ultimo non ha retto il peso delle accuse e si è tolto la vita mentre si trovava agi domiciliari. Un fatto dolorosissimo per l'intera la famiglia.

Intanto sono rimasti chiusi per tutta la stagione estiva e sono tutt'ora sotto sequestro i locali di Andalo, sia la pizzeria Handel House che il pub Tower, Proprio a Claudio Agostini gli investigatori contestano tra il giugno 2023 e fine gennaio 2024, dunque in poco più di 7 mesi, la cessione di quasi mezzo chilo di cocaina, precisamente 495 grammi. Ben 414 cessione sarebbero avvenute - secondo la Finanza - nei due locali di Andalo o presso il domicilio dell'indagato.