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TRENTO - "L'ennesima tragedia sul lavoro ha colpito oggi il Trentino. Un ragazzo di soli 25 anni, cittadino moldavo e residente a Padova, ha perso la vita mentre lavorava presso la ditta Cmv. Era in forza a una ditta esterna ed era impiegato solo da pochi giorni.
Come organizzazioni sindacali, esprimiamo il nostro profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore. Ma a questo cordoglio deve seguire una ferma richiesta di verità, giustizia e prevenzione".
Così, in una nota, Andrea Grosselli , Michele Bezzi e Walter Largher a nome di Cgil, Cisl e Uil del Trentino chiedono con forza che venga fatta immediatamente piena luce sulla dinamica dell'incidente.
La Fim Cisl Trentino si "unisce al dolore e al lutto che ha colpito la comunità a seguito del gravissimo incidente occorso questa mattina alla Cmv di Roncone. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze e la piena solidarietà ai familiari del giovane ragazzo deceduto in questa terribile tragedia. Nessun lavoratore dovrebbe perdere la vita sul proprio luogo di lavoro".
"In attesa che le indagini degli organi competenti facciano piena luce sulle dinamiche e sulle responsabilità di questo drammatico evento, non possiamo esimerci dal denunciare con forza che ancora una volta il lavoro costituisce nel nostro paese una inaccettabile causa di morte e gravi infortuni. Ogni incidente mortale è una sconfitta per tutta la società e un monito severo che non può essere ignorato", si legge in una nota.
"Constatiamo, con profonda amarezza, che spesso questi eventi luttuosi sono associati a lavori svolti tramite sistemi di appalto che non riescono a garantire le stesse condizioni di sicurezza che vengono assicurate ai dipendenti direttamente assunti dalle imprese. Questo è un problema ricorrente che contribuisce alla frequenza degli incidenti gravi e fatali e che deve essere affrontato con determinazione e urgenza a tutti i livelli. La sicurezza sul lavoro non può e non deve avere diverse gradazioni in base alla tipologia contrattuale o al rapporto di lavoro".
"È ora di dire basta. La sicurezza non è un costo, ma un diritto fondamentale e un investimento necessario per garantire la dignità di ogni lavoratore. La Fim Cisl del Trentino continuerà a battersi con ogni mezzo sindacale e legale per pretendere maggiore attenzione, investimenti, controlli più stringenti e sanzioni severe per chi non rispetta le normative sulla sicurezza.
Chiediamo l'impegno di tutti gli attori coinvolti - imprese, istituzioni, organismi di controllo - affinché tragedie come quella di oggi non si ripetano più. In questo momento il nostro pensiero va al giovane lavoratore scomparso e alla sua famiglia, a cui rinnoviamo la nostra vicinanza in questo momento di dolore incolmabile", conclude la nota.
Anche Ugl "esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane operaio di 25 anni che ha tragicamente perso la vita a Roncone, in provincia di Trento, colpito da una trave durante l'attività lavorativa. È inaccettabile continuare a parlare di "fatalità" di fronte alla strage quotidiana di lavoratori.
È fondamentale rafforzare gli interventi di prevenzione, a partire da una formazione capillare e continua che coinvolga anche il mondo della scuola, affinché la cultura della sicurezza diventi parte integrante del percorso educativo e professionale.
Al tempo stesso, è necessario istituire un' Agenzia nazionale per la sicurezza sul lavoro, dotata di poteri ispettivi e risorse adeguate, per garantire controlli rigorosi e costanti su tutto il territorio. Solo attraverso una reale sinergia tra istituzioni, imprese e parti sociali sarà possibile porre fine a questa piaga inaccettabile". Lo hanno dichiarato in una nota congiunta Paolo Capone, segretario generale dell'Ugl, e Leonardo Iania, segretario Ugl Trento.


