TRENTO. Khalid Mamdouh resta in carcere per l’omicidio di Mauro Sbetta. Il giudice per le indagini preliminari Giua ha disposto la custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato. Davanti al gip l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. La decisione si basa sugli elementi raccolti dagli inquirenti nelle ore successive al delitto avvenuto nell’abitazione di via Marconi, a Strigno, nella serata di sabato 10 gennaio.


Il quadro accusatorio a carico del quarantenne residente a Borgo Valsugana si fonda in particolare sulle impronte rinvenute all’interno della casa. Non semplici tracce, ma impronte lasciate da dita e mani sporche di sangue. Alcune sono riconducibili alla vittima, altre all’indagato, tra cui un’impronta sul muro vicino alla porta d’ingresso. Le impronte di Mamdouh, già presenti nelle banche dati per precedenti di lieve entità, hanno consentito un rapido riscontro da parte delle investigazioni scientifiche.


La distribuzione confusa delle tracce rafforza l’ipotesi ritenuta al momento più credibile dagli inquirenti: un delitto maturato al culmine di una lite improvvisa, degenerata in una colluttazione violenta. Non un’azione pianificata, ma una sequenza concitata di colpi all’interno dell’abitazione, con Sbetta che avrebbe tentato di difendersi. Il colpo fatale, che ha provocato una profonda ferita alla nuca, sarebbe stato inferto con un boccale da birra. Tracce di sangue sono state trovate su diversi oggetti e sul boccale sarebbero stati rilevati anche frammenti di pelle e capelli della vittima.


I carabinieri del radiomobile della compagnia di Borgo Valsugana e del nucleo investigativo del comando provinciale di Trento hanno ricostruito l’arrivo dell’indagato nell’abitazione intorno alle 20.30, con alcune birre da consumare in serata. Restano però da chiarire il movente e il vuoto temporale successivo all’omicidio.

Il telefono di Sbetta risulta inattivo dalle 22.30, orario compatibile con l’ipotesi della morte. Mamdouh è stato visto aggirarsi nelle vicinanze all’alba di domenica, ma non è ancora chiaro quando abbia lasciato la casa.