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Nonostante l’aria frizzante dal nord avesse tenuto la temperatura bassa, che il debole sole di febbraio non riusciva ad intiepidire, una folla enorme ha assistito ieri alla prima manifestazione del risorto «Carnevale trentino» organizzata dall’Enal provinciale, con la partecipazione di numerosi gruppi di maschere inviati a Trento dagli Enal dell’Alta Italia.
E diciamo subito che la manifestazione è stata assai gradita dalla cittadinanza, che è accorsa in massa ad assistervi ed anche da molte comitive dei dintorni che sono convenute in città appositamente per la circostanza.
In questi ultimi anni infatti il Carnevale trentino era ridotto alla sfilata di qualche gruppetto improvvisato di maschere, acconciate nei modi più strampalati e curiosi. C’era poi il tradizionale getto di coriandoli del giovedì e del martedì grasso, ma mai si era pensato di organizzare uno spettacolo un po’ più complesso, chiamandovi a far parte gruppi folcloristici o gruppi di maschere d’altre province.
Per questo l’attesa a Trento per questo primo Carnevale trentino (che potrà avere negli anni futuri maggiori sviluppi) era assai viva nel popolo e la curiosità non deve essere stata delusa, se per oltre due ore cittadini ed ospiti si sono accalcati prima lungo i marciapiedi per assistere al passaggio del corteo carnevalesco; poi in Piazza Italia, per la rappresentazione che ogni gruppo caratteristico aveva in programma. Giunte a Trento in mattinata, le maschere sono state ricevute dal presidente dell’Enal, avv. Nardelli, dal direttore comm. Malpaga e dai collaboratori all’organizzazione.
A mezzogiorno è stata offerta la colazione al ristorante della Stazione e di qui verso le 14 partiva il corteo del Carnevale.
Precedevano a cavallo alcuni «beduini del deserto» che (abituati al ghibli) forse mal tolleravano l’arietta scendente dalle nostre cime nevose. Ma subito dopo vedevamo sfilare nel proprio clima la musica di Siusi preceduta, non dal maestro, ma da due prosperose giovani dalle guance paffute e rosee, color delle mele della Val Venosta.
Non seguiva però il resto del corteo, il ritmo delle marce che la banda con magnifico impegno eseguiva; poiché ogni gruppo di maschere se ne veniva per proprio conto, ognuno eseguendo il suo programma: cori e passi di danza, grida e lazzi di maschere, musichette leggere: insomma una baldoria carnevalesca spassosa e divertente. Il pubblico, a stento, era contenuto dagli addetti al servizio d'ordine; poiché tutti volevano vedere e volevano sentire e ci fu un pigia pigia tale, che pochi furono coloro che poterono tutto vedere e tutto sentire. Ad ogni modo, la folla si è divertita ed ha rinnovato ai vari gruppi i suoi calorosi applausi quando in piazza Italia si è svolto lo spettacolo carnevalesco.


