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La gara di fondo di 30 chilometri, prima prova dei decimi Giochi olimpici invernali a Grenoble, doveva essere nei pronostici una competizione riservata ai nordici, norvegesi e finlandesi, con i sovietici da arbitri: si è risolta con il trionfo tanto inaspettato quanto esaltante dell'azzurro Franco Nones vicebrigadiere delle Fiamme gialle di Predazzo, nato a Castello di Fiemme 27 anni fa, e cioè l’1 febbraio 1941.
Franco Nones ha conquistato oggi all'Italia quella che può definirsi la più strepitosa vittoria di tutti i tempi: la medaglia d'oro olimpica della gara di fondo dei trenta chilometri. Nones ha raggiunto la massima aspirazione cui possa mirare un atleta, all’età di 27 anni, dopo un lungo, duro, oscuro lavoro di preparazione condotto con quella serietà e con quel silenzioso entusiasmo che contraddistingue del resto quel gruppo di fondisti italiani ai quali da tempo la federazione, e per essa Strumolo, presta le cure più assidue.
«Mi sono accorto subito — ha detto non appena superato il traguardo d’arrivo — che oggi era una giornata buona, quando al quinto chilometro ho superato lo svedese Larsson e il norvegese Eggen: erano partiti con i numeri 24 e 25, mentre a me era toccato il 26. La facilità con cui subito dopo li ho staccati mi ha fatto capire che era proprio il caso di darci dentro più del solito».
Ha aggiunto di aver provato qualche preoccupazione fra il decimo e il ventesimo chilometro, quando gli è stato segnalato il potente «ritorno» del favorito (già transitato), il finlandese Eero Maentyranta, il quale al decimo chilometro aveva un ritardo di quasi 29” ed era passato al contrattacco con una foga che pareva irresistibile.
Ma per quanto l’azione del detentore del titolo olimpico fosse fruttuosa (al ventesimo chilometro il vantaggio di Nones si era ridotto a 4”), l'azzurro non si è scoraggiato ed ha continuato a tener duro con lo stesso impegno iniziale. «Oggi non sentivo la fatica, la sciolina di Rodeghiero andava perfettamente, e poi pensavo che le asperità, i ripidi saliscendi dell’ultimo tratto del percorso erano più adatti a me che ai miei avversari».
Ed effettivamente è stato proprio negli ultimi dieci chilometri che Nones ha sbaragliato il campo degli avversari più diretti, compreso il norvegese Martinsen che aveva lasciato indietro il sovietico Voronkov e poi addirittura Maentyranta e che rincorreva la vana speranza di acciuffare anche l’azzurro: ha infine dovuto accontentarsi del secondo posto, relegando Maentyranta al terzo.
Ma non c’era soltanto Nones nella squadra azzurra. Giulio De Florian (32 anni, un altro trentino di Ziano di Fiemme), brigadiere anch’egli della Guardia di finanza di Predazzo, si è inserito subito nella scia dei primi, è passato sesto al decimo chilometro, ottavo al ventesimo e poi, scattante sulle ripide salitine dell’ultimo tratto, ha conquistato addirittura il quinto posto finale, completando in un vero trionfo la prestazione dei fondisti azzurri d’Italia.


