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GIUDICARIE. Teneva liquidi pericolosi all’interno dell’officina senza alcun tipo di sicurezza, raccogliendoli in cisterne e fusti a rischio di spandimento, e quindi con grave rischio di sversamenti nell’ambiente.
Per questo i carabinieri della stazione di Pieve di Bono-Prezzo hanno denunciato un imprenditore, in stato di libertà, di una società specializzata nelle riparazioni meccaniche di autovetture. L'uomo oltre ad essere socio era anche delegato in materia di igiene, ambiente e sicurezza del lavoro. A recarsi nella sede dell'impresa meccanica per dei controlli (inseriti nell'ambito della campagna a tutela dell'ambiente disposta dal Comando provinciale dei carabinieri di Trento), sono stati gli stessi militari in collaborazione con il personale dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente della Provincia Autonoma di Trento (Appa).
È così che grazie a una serie di verifiche svolte nelle scorse settimane sono emerse diverse violazioni della normativa in tema di stoccaggio di rifiuti e di materiali pericolosi. Nell'officina infatti erano presenti depositi di liquidi pericolosi, come oli esausti, quindi non più in grado di svolgere la loro funzione e liquido antigelo. Il problema però stava nel fatto che i materiali erano tenuti in modo non sicuro e senza le etichettature prescritte e necessarie. Così sono stati eseguiti i controlli e gli accertamenti direttamente sul posto.
Sono state poi le attività di analisi svolte in un secondo momento a far scattare la denuncia nei confronti del responsabile della società, con l'accusa di aver violato l'articolo 256 del Codice dell'Ambiente e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. L'inosservanza si riferisce quindi sia alle disposizioni riguardanti il deposito temporaneo di rifiuti, che in particolare di rifiuti speciali pericolosi.


