TRENTO. Famiglie costrette a lasciare le proprie case in poche ore, senza sapere quando sarebbero tornate e nemmeno quale sarebbe stata la loro destinazione. È il dramma dei profughi trentini della Prima guerra mondiale, raccontato dalla mostra «Ognuno sapeva di dover partir! – Profughi 1915-1918», inaugurata a Palazzo Trentini. Promossa e sostenuta dal Consiglio provinciale, l’esposizione ripercorre l’esodo di migliaia di persone verso l’Austria, la Boemia e la Moravia, dove molti furono accolti nelle cosiddette «città di legno». La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18 fino al 1° novembre.

Attraverso fotografie, documenti, testimonianze e bauli originali, il percorso allestito nell’atrio e nelle sale Winkler racconta la partenza improvvisa, l’abbandono dei propri beni, le difficoltà del viaggio e la vita nei campi profughi. Fame, malattie, nostalgia e incertezza accompagnarono uomini, donne, bambini e anziani, insieme alla solidarietà e alla capacità di adattarsi. Al centro dell’esposizione ci sono soprattutto i volti delle persone, nei quali si leggono la sofferenza e il desiderio di tornare a casa.

Ad aprire la mostra è stato il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, che ha sottolineato il valore della memoria collettiva. «Contribuiamo volentieri a tenere desta e conosciuta una pagina dolorosa e importante della storia delle nostre comunità», ha affermato, ringraziando i Comuni e le associazioni coinvolte. Durante l’inaugurazione è stato firmato anche un accordo con la Pro Loco di Dro per consentire all’esposizione di raggiungere successivamente altre località del territorio.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Pro Loco Sant’Antonio Dro, l’associazione culturale Il Sommolago di Arco e gli Amici della Boemia e della Moravia di Ledro. La ricerca storica e i testi sono di Romano Turrini, mentre il coordinamento ha coinvolto Sebastiano Matteotti, Maria Pace, Marco Penner e Patrizia Bertolini. La supervisione dell’allestimento è stata affidata al direttore del Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, che ha evidenziato come l’iniziativa sia cresciuta grazie all’impegno delle comunità.

Proprio Turrini ha richiamato il significato attuale delle immagini esposte: i volti dei profughi trentini di oltre un secolo fa rimandano a quelli delle persone che ancora oggi, anche in Palestina, sono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa della guerra. La mostra dedica inoltre una sezione ai progetti per mantenere viva la memoria, dalle attività didattiche agli spettacoli, dalle pubblicazioni alle visite nei luoghi dell’esodo. All’inaugurazione sono intervenuti anche Monica Viola, presidente delle Pro Loco trentine, e rappresentanti delle amministrazioni comunali coinvolte.