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TRENTO. Ponderare bene costi e benefici. Analizzare gli studi clinici per non farsi illudere da farmaci che promettono risultati miracolosi ma che a volte sono limitati. Il tutto nell’ambito di bilanci della sanità che richiedono sempre più rigore e contenimento della spesa. Nei giorni scorsi a Trento si sono riuniti 350 professionisti, soprattutto farmacisti clinici, per il XIV Congresso Nazionale SIFaCT (Società Italiana di Farmacia Clinica e Terapia). A presiederlo Annalisa Campomori, direttrice dell’Unità operativa di Farmacia ospedaliera Nord di Asuit.
«La farmacia clinica assume un ruolo strategico. Il farmacista clinico non è soltanto un fruitore di evidenze, ma un mediatore qualificato tra ricerca e pratica assistenziale. Attraverso la valutazione critica dei risultati degli studi, l’analisi dei profili beneficio-rischio e costo-beneficio, il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva, può contribuire infatti a orientare le scelte terapeutiche verso soluzioni efficaci, sicure e sostenibili», spiega.
Durante il congresso si è parlato di farmaci oncologici, degli incredibili progressi nel campo dell’ematologia, degli scarsi risultati dei nuovi farmaci contro l’Alzheimer e, al contrario, dei benefici che si ottengono con quelli contro l’obesità che però hanno il grosso limite di essere a pagamento in gran parte delle regioni italiane, Trentino compreso. Attenzione massima agli studi clinici, è l’indicazione degli esperti.
«Sul fronte dell’Alzheimer, ad esempio - il primo anticorpo monoclonale in Europa non era arrivato, ma negli Usa era stato autorizzato con procedura accelerata. Dopo un ulteriore studio è stato però verificato che non c’era beneficio ed è stato ritirato dal commercio. Altri farmaci sono arrivati in Europa. L’Ema li ha approvati, ma da noi Aifa, dopo aver ascoltato l’istituto superiore di sanità e alla luce dei modesti benefici clinici, ha dato parere negativo sulla rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Ci sono però ospedali e cliniche private che offrono pacchetti a 100 mila euro per risonanze, visite e farmaco», spiega la dottoressa Campomori.
Decisamente diversi i benefici offerti dai farmaci contro l’obesità, come gli agonisti GPL-1 e doppi agonisti GIP/GLP-1. Farmaci costosi (si parla di una spesa fino a 300 euro al mese) che in Italia vengono offerti dal sistema sanitario nazionale per i pazienti diabetici. Farmaci sempre più utilizzati e che in Lombardia sono offerti gratuitamente per i casi di obesità grave e a chi è in condizioni di fragilità economica o sociale. Anche la Sardegna sta andando in questa direzione dopo che una legge nazionale ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica. In Trentino - conferma la dottoressa Nadia Citroni di Asuit che ha moderato l’incontro - l’utilizzo di questi farmaci è in continuo aumento anche perché i risultati sono davvero sorprendenti. Si parla di dimagrimenti fino al 20% del peso. «Il tutto - dice la dottoressa - abbinato ad una educazione alimentare e al movimento altrimenti perdono la loro efficacia e soprattutto, una volta smessi, si rischia di riacquistare il peso perso. La dieta rimane naturalmente sempre la prima opzione, poi i farmaci e poi la chirurgia bariatrica. É sempre un pool multidisciplinari a decidere l’approccio migliore per ogni singolo paziente».
Di certo un’arma vincente considerato che - ha affermato Silvio Garattini, intervenuto da remoto - oggi l’obesità e il sovrappeso sono un’epidemia e soprattutto un fattore di rischio per moltissime malattia: dai tumori alla demenza senile». Combatterla, significa dunque fare prevenzione. Ma il problema è il prezzo.
«É ingiusto - ha affermato Garattini - che questi farmaci siano a pagamento per gli obesi in quanto la costituzione stessa prevede il diritto alla salute. Ovviamente è importante che vengano utilizzati solo da soggetti in reale sovrappeso od obesi, non per motivi estetici. Purtroppo invece alcuni medici li prescrivono anche per piccole perdite di peso che andrebbero gestite in altro modo». Oggi questi farmaci sembrano però essere il futuro. «Solo in Cina ci sono 90 prodotto in sperimentazione». E in Trentino? «Sarebbe il caso di iniziare a pensare ad una rimborsabilità per chi presenta valori di Bmi elevati perché sicuramente i benefici di questi farmaci superano di gran lunga le controindicazioni», garantiscono gli esperti.

