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TRENTO. Scadeva oggi a mezzogiorno il termine fissato da APAC (l’Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti) per la presentazione delle manifestazioni di interesse relative al Nuovo polo sanitario e universitario di Trento (ex progetto dell’ospedale Not).
Il commissario straordinario incaricato dalla Giunta provinciale per portare a termine la realizzazione dell'opera nell'area di Via al Desert comunica che sono 8 gli operatori economici che hanno presentato la candidatura per l’affidamento della progettazione in oggetto.
Il passo successivo riguarda ora la verifica dei requisiti: l’iter - comunica il commissario Antonio Tita - verrà avviato a breve.
Su tutto l’iter, però, grava sempre il pericolo di ricorsi giudiziari da parte delle due ditte che si sono viste azzerare l’appalto del Not da parte della giunta Fugatti.
Guerrato e Pizzarotti, le ditte escluse dalla ormai sepolta gara per il Not, non si rassegnano alla cancellazione del progetto del Nuovo ospedale del Trentino, per il quale si sono date battaglia per un decennio. La loro mossa contro il Nuovo polo ospedaliero e universitario, opera da 550 milioni di euro che vedrà la luce nell’area Al Desert entro il 2030, è su due piani: un ricorso - che era quasi scontato - al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar dell’ottobre scorso e un ricorso al Tribunale amministrativo regionale per l’annullamento della determina a contrarre adottata dal Commissario straordinario per la realizzazione del Polo ospedaliero e universitario. Si tratta dell’affidamento del Servizio per la predisposizione del progetto di fattibilità tecnica economica, ossia il primo tassello verso la realizzazione della struttura voluta dalla Provincia.
Dunque, una duplice tattica - evidentemente condivisa dalle aziende - per bloccare il Nuovo Polo, nel tentativo di tornare al “vecchio” Not. Progetto di fattibilità. Scade alle 12 di oggi il termine per la presentazione delle offerte per l’affidamento del “Servizio per la predisposizione del progetto di fattibilità tecnica economica” relativo alla realizzazione del Polo ospedaliero e universitario di Trento. Si tratta di gara europea a procedura telematica ristretta. L’importo complessivo dell’appalto è euro 37.099.598,78. Ed è questo primo passo verso il nuovo progetto che Guerrato e Pizzarotti intendono fermare o, almeno, “congelare”. Il cronoprogramma del nuovo Polo prevede tre macro-fasi con termine dell’opera fra 7 anni, ma senza prevedere intoppi.
Al Tar contro la determina. Non è apparsa scontata l’azione congiunta di Pizzarotti e Guerrato, che in data 27 ottobre 2023 hanno notificato alla Provincia il ricorso per l’annullamento della determinazione a contrarre, documento firmato dal Commissario straordinario per l’opera Antonio Tita il 27 settembre. La Provincia ha deciso di resistere, «non apparendo fondati i motivi che stanno alla base del ricorso», come si legge nelle due delibere. La rappresentanza e la difesa dell’Ente sono stati affidati agli avvocati Giacomo Bernardi, Giuliana Fozzer e Martina Zini dell’Avvocatura della Provincia. Il Consiglio di Stato.
La vicenda del Not torna davanti al Consiglio di Stato. Guerrato e Pizzarotti, le ditte escluse dalla vecchia gara, hanno chiesto l’annullamento o la riforma, previa sospensione dell’efficacia, della sentenza di ottobre del Tar con cui veniva respinto il loro ricorso unificato contro la cancellazione del progetto del Not a favore del Polo ospedaliero e universitario
. La Guerrato, ditta con sede a Rovigo che si era classificata prima, aveva avanzato una richiesta di risarcimento danni per 40 milioni di euro, ma l’istanza era stata rigettata dal Tar. Il ricorso è stato presentato al Consiglio di Stato anche per “congelare” l’iter che la Provincia può avviare per l’escussione della cauzione, circa due milioni e mezzo. La Provincia di Trento da parte sua ha deciso di resistere, affidando la difesa ai propri legali, gli avvocati Giacomo Bernardi, Giuliana Fozzer e Sabrina Azzolini. L’Azienda sanitaria provinciale si costituirà in giudizio e ha affidato l’incarico di rappresentanza e difesa all’Avvocatura dello Stato.


