BOLZANO. Rivedere le norme sulla previdenza complementare per sostenere le famiglie, con particolare attenzione a chi assiste anziani non autosufficienti e a chi si occupa dei bambini nei primi anni di vita. È l'obiettivo indicato dall'assessore regionale alla previdenza Carlo Daldoss, in occasione della nomina del nuovo Comitato consultivo per lo sviluppo del welfare complementare regionale. La Giunta del Trentino-Alto Adige ha approvato la delibera che definisce la composizione dell'organismo, chiamato ad affiancare le istituzioni nell'elaborazione delle future strategie previdenziali.

La priorità è aggiornare il quadro normativo regionale per rispondere ai cambiamenti demografici e alle nuove esigenze delle famiglie. Il Comitato lavorerà a fianco della Giunta e di Pensplan Centrum, la società regionale di servizi e consulenza, contribuendo all'individuazione e all'attuazione delle linee strategiche per lo sviluppo del welfare complementare. Al centro dell'attenzione ci saranno soprattutto gli strumenti di sostegno previdenziale destinati alle persone impegnate nell'assistenza familiare.

«Abbiamo costituito questo Comitato consultivo per la previdenza e anche per la non autosufficienza», ha spiegato Daldoss, sottolineando che l'organismo riunisce rappresentanti del territorio e personalità qualificate di livello nazionale. «L'intenzione è quella di rimettere mano alla normativa che oggi sostiene la contribuzione previdenziale, sia per la previdenza complementare di chi assiste gli anziani non autosufficienti, sia per chi si occupa di accudire i bambini nei primi anni di vita». Un intervento che punta quindi a rafforzare le tutele per chi dedica parte del proprio tempo alla cura dei familiari.

Il nuovo Comitato consultivo resterà in carica per tutta la durata della XVII legislatura regionale. Le attività di segreteria saranno affidate all'Ufficio per la previdenza sociale e per l'ordinamento delle Apsp della Regione. La nomina rappresenta il primo passo di un percorso di revisione delle politiche previdenziali, che dovrà individuare gli interventi più adatti alle esigenze delle famiglie del Trentino e dell'Alto Adige. Al momento non sono ancora stati definiti nuovi importi o specifiche misure economiche.