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Il 1964, tutto sommato, è stato un anno non molto tranquillo nel mondo del lavoro, con alcuni scioperi e non rari casi di riduzioni di mano d'opera; la conseguenza tipica della congiuntura, che ha turbato tutta l'economia italiana nello scorso anno. Non sono ancora ufficialmente noti i dati riguardanti le ore di sciopero nella nostra provincia nei vari settori della produzione: l'annata è iniziata con una serie di astensioni dal lavoro a carattere nazionale per il rinnovo dei contratti di lavoro: il 1963 aveva infatti segnato la fine degli scioperi violenti e a oltranza a livello aziendale.
Delle azioni sindacali, la più dura è stata senza dubbio quella dei 135 lavoratori del legno, i quali, nelle 22 giornate di sciopero hanno perduto circa 24 mila ore di lavoro. Ma il primato sta per essere largamente battuto dagli operai della Sloi, che ieri hanno raggiunto il ventiduesimo giorno di sciopero. A proposito della Sloi poche le novità: ieri vi è stato un ennesimo incontro dell'assessore regionale Albertini e dei sindacalisti con il Commissario del Governo.
Tra gli altri scioperi seguono per importanza quello per il rinnovo del contratto della industria chimica con otto giornate e 500 lavoratori partecipanti in media per giornata con 32 mila ore lavorative perdute, nonché lo sciopero dei tessili con 6 giornate e una partecipazione media di 170 lavoratori per giornata e circa 8500 ore di lavoro perdute. Anche in questo caso i dati si riferiscono a una zona centrata nelle due maggiori al- tre aziende del settore situate a Rovereto.
Seguono poi nell'ordine gli scioperi del settore manufatti in cemento con 12 giornate, una partecipazione media di 87 lavoratori per giornata e circa 8500 ore di lavoro perduto: del settore lapidei con 19 giornate; delle autolinee con 6 giornate. Nel settore dei lapidei l’azione è stata condotta praticamente contro le due maggiori aziende della provincia, una delle quali per qualche giorno è stata l'unica colpita in tutta Italia; nel settore delle autolinee ha interessato le 5 maggiori aziende della categoria e ha assunto anche forme di violenza.
A questi scioperi vanno aggiunti anche quelli di proporzioni minori: nove giornate nel settore dell'edilizia però con scarsissima partecipazione di lavoratori; 3 giornate nel settore degli autoferrotranvieri; una giornata nel settore della industria dolciaria e vanno pure ricordate le agitazioni a livello aziendale e qualche sporadica manifestazione di durata non superiore alla giornata, per azienda, per varie motivazioni: licenziamento di qualche apprendista, riduzione di personale, adozione di nuovo orario di lavoro. In totale possiamo quindi valutare in circa 260 mila le ore di lavoro perdute in provincia di Trento dalle industrie del periodo maggio 1963 – dicembre 1964.
Numerosi scioperi a carattere generale non hanno avuto invece da noi alcuna eco. In generale si può osservare che gli scioperi vengono effettuati soltanto nelle maggiori aziende e negli stabilimenti situati nelle zone più industrializzate, mentre alla periferia, eccettuata qualche manifestazione a livello aziendale, le agitazioni a carattere nazionale non trovano seguito.


