TRENTO. La staffetta di solidarietà “Non spegniamo la fiaccola”, promossa da Bds Trentino Global March To Gaza e da altre realtà associative dei territori coinvolti, prenderà il via il 30 gennaio 2026 da Trento e si concluderà il 1° febbraio a Predazzo. L’iniziativa risponde a un appello del movimento Bds nazionale e si inserisce in una mobilitazione diffusa che, in varie città italiane, accompagna il passaggio della fiaccola olimpica di Milano-Cortina 2026 con azioni di dissenso civile.

Al centro della protesta c’è la critica allo sportwashing e all’idea di una normalità sportiva che, secondo gli organizzatori, rischia di oscurare un dramma umano e sociale tutt’altro che risolto, legato al conflitto in gaza e alla distruzione sistematica di strutture sportive e comunitarie.

La staffetta sarà aperta a tutte e tutti e assumerà la forma di una camminata o corsa simbolica, con la bandiera palestinese come segno di memoria, dignità e solidarietà.

Il percorso, come detto, partirà da Trento (ritrovo alle 14 al parcheggio di via Solteri) e attraverserà Lavis fino al Parco delle Rose il 30 gennaio. Il 31 gennaio è previsto l’arrivo a Baselga di Pinè, con un giro del lago e un momento pubblico di riflessione storica e politica. La conclusione è fissata per il 1° febbraio a Predazzo, davanti allo stadio del salto (ritrovo alle 14 al campo sportivo), luogo simbolico per lo sport e per un’olimpiade che, secondo i promotori, solleva interrogativi sul ruolo delle istituzioni sportive nei conflitti globali.

Lungo il cammino saranno ricordate atlete e atleti palestinesi le cui storie rappresentano ciò che lo sport può essere e ciò che oggi rischia di non essere più. 

L’iniziativa si collega alle campagne di boicottaggio sportivo promosse dal movimento Bds, che invitano federazioni, club, atleti e tifosi a riflettere sulla responsabilità etica delle proprie scelte.