TRENTO. Non stava bene. Anzi, stava così male che era stato chiesto aiuto ad uno psicologo perché quella bambina era cambiata tanto e in poco tempo. Viveva in un perenne stato d'ansia, non riusciva a dormire e a scuola il rendimento era calato tantissimo, in tute le materie. Situazioni che erano possibili spie di un malessere psicologico, si pensava.

Ma ciò che è stato poi scoperto era peggio di quello che poteva essere immaginato. La bambina, perché di una bambina si tratta, stava male perché era stata abusata sessualmente - più volte - dal nonno. Palpeggiamenti nelle parti intime gesti sessualmente espliciti che hanno segnato la sua infanzia e anche quella della sorella. Racconti difficili, ricordi che forse le ragazzine avrebbero preferito poter cancellare dalla loro mente, che hanno portato ad un capo d'imputazione pesantissimo per il settantenne: violenza sessuale aggravata.

La vicenda inizia una decina di anni fa con il primo episodio che poi la vittima racconterà a distanza di tempo. E avviene in Trentino dove i nonni sono in vacanza con le nipoti.

Ora è un processo aperto davanti al giudice a Trento.

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