TRENTO. Il Consiglio provinciale ha respinto l'emendamento presentato dalla consigliera del Partito Democratico Francesca Parolari che puntava a garantire per legge una fascia minima di 12 ore continuative di apertura nelle Rsa, indicativamente tra le 8 e le 20, per consentire ai familiari di far visita agli anziani ospiti delle strutture.

La proposta è stata bocciata con 19 voti contrari e 13 favorevoli, questi ultimi provenienti dai gruppi di minoranza. L'emendamento, inserito nel disegno di legge sull'assestamento di bilancio, prevedeva che le esigenze organizzative interne, come i turni del personale o la somministrazione dei pasti, non potessero costituire motivo per limitare il diritto di visita, salvo esigenze clinico-sanitarie o richieste espresse del residente.

Secondo Parolari, la norma avrebbe inoltre rafforzato il principio dell'umanizzazione della permanenza nelle Rsa, collegando il rispetto degli orari di visita anche ai requisiti per l'accreditamento delle strutture e ai finanziamenti provinciali. La consigliera evidenzia come, nonostante molte Rsa adottino già orari ampi, in altre realtà persistano accessi ritenuti troppo rigidi e limitati, soprattutto nelle ore serali e durante i pasti.

La consigliera dem critica anche la scelta della maggioranza di non approvare nemmeno un ordine del giorno che impegnasse la Giunta a introdurre criteri più stringenti nelle future direttive provinciali. «L'accesso alla Rsa è un diritto, non una gentile concessione», afferma Parolari, annunciando che continuerà a chiedere regole uniformi per tutte le strutture del Trentino, affinché sia garantita una maggiore presenza dei familiari accanto agli anziani residenti.