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TRENTO. Un nuovo bonus per abbattere le rette dei nidi d’infanzia, con un rimborso che potrà arrivare a 2.500 euro all’anno per ciascun figlio e, per le famiglie con Icef fino a 0,40, coprire il 100% della spesa residua. La nuova misura è stata approvata dalla Giunta provinciale e riguarda i primi due figli della stessa madre, biologica o adottiva. L’obiettivo dichiarato dalla Provincia è sostenere le famiglie, favorire la conciliazione tra lavoro e cura dei figli e incentivare la natalità.
Potranno accedere al contributo i nuclei con bambini dai tre mesi fino ad agosto dell’anno in cui compiono tre anni, iscritti ai nidi d’infanzia, ai nidi nei luoghi di lavoro, al servizio Tagesmutter oppure ai servizi conciliativi accreditati per i Buoni di servizio FSE+. È richiesta la residenza anagrafica in provincia di Trento, un Icef Famiglia non superiore a 0,70e l'avvenuta richiesta e riscossione del contributo asilo nido dell’Inps.
Il bonus provinciale sarà calcolato dopo aver sottratto il contributo Inps, i Buoni di servizio FSE+ e gli altri aiuti pubblici ricevuti per la stessa finalità. Con Icef fino a 0,40 verrà coperto il 100% della quota rimasta a carico della famiglia, fino a un massimo di 2.500 euro all’anno per figlio. Con Icef superiore a 0,40 e fino a 0,70 il rimborso sarà invece del 50%, sempre entro il tetto dei 2.500 euro. Per la prima applicazione saranno considerate le spese sostenute dal primo settembre 2026.
Le domande dovranno essere presentate tra aprile e settembre dell’anno successivo a quello della spesa, attraverso la piattaforma online della Provincia oppure tramite i patronati. «L'obiettivo è dare risposte solide e di lungo periodo alle famiglie», afferma il presidente Maurizio Fugatti. Per il vicepresidente e assessore Achille Spinelli, la misura punta anche a sostenere «l'occupazione femminile, la residenza e permanenza sui territori e l’attrattività territoriale».


