TRENTO. Quattro esperienze diverse, accomunate dall’obiettivo di rendere più semplice conciliare lavoro e famiglia. Ieri, 30 settembre, l’assessora provinciale all’istruzione e alle pari opportunità Francesca Gerosa ha visitato quattro nidi aziendali del Trentino: quelli di Asuit, Università di Trento, Itas e Falconeri ad Avio. Un giro tra strutture nate per rispondere alle esigenze dei lavoratori con figli piccoli, attraverso orari e organizzazione maggiormente collegati ai tempi professionali.

Tra le realtà più consolidate c’è “La Nave dei bambini” di Asuit, aperta nel 2009 e capace di accogliere fino a 42 bambini. Il servizio è stato pensato in particolare per chi lavora su turni, con l’obiettivo di offrire una maggiore flessibilità e facilitare anche il rientro delle madri dopo la maternità. Il nido dell’Università di Trento, attivo dal 2006 e con 30 posti, affianca invece all’attività educativa un forte legame con la ricerca accademica e prevede una partecipazione attiva delle famiglie.

Nel quartiere delle Albere, il nido di Itas sfrutta anche le opportunità offerte dal territorio circostante, compresa la vicinanza al Muse, inserendo le uscite e le esperienze esterne nel percorso educativo. Ad Avio, invece, il nido di Falconeri, aperto nel settembre 2022, segue un calendario collegato alle principali chiusure aziendali. Quando ci sono posti disponibili può accogliere anche bambini i cui genitori non lavorano per l'azienda.

Per Gerosa, i nidi aziendali possono diventare uno degli strumenti attraverso i quali rafforzare le politiche provinciali per famiglia, occupazione e natalità. «Rappresentano una risorsa importante per il nostro territorio e per le famiglie», ha sottolineato l’assessora, indicando soprattutto il sostegno alle giovani madri che vogliono tornare al lavoro. La visita servirà ora anche ad approfondire i diversi modelli organizzativi e valutare il ruolo che queste esperienze possono avere all’interno di una strategia più ampia sui servizi per la prima infanzia.