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TRENTO. Solo lo scorso anno, su 38mila mammografie effettuate in Trentino, sono stati 255 i tumori al seno individuati. Di questi il 78%, grazie alla diagnosi precoce, è stato curato con interventi conservativi.
È sufficiente questo dato per capire che tanto è diffusa questa malattia (più di 50mila diagnosi all'anno in Italia), tanto è importante la sinergia tra realtà sanitarie, associative, pubbliche e private affinché si lavori alla prevenzione. E Lo sanno bene le associazioni Lilt e Lotus che anche quest'anno, con l'inizio di ottobre, inaugurano il mese in rosa con un calendario ricco di proposte e iniziative sul tema.«Per noi tutto l'anno è il mese rosa - ha ribadito Chiara De Pol, presidente di Lotus, realtà fondata da sette donne che hanno affrontato il tumore - In questo mese con la Lilt uniamo la forza in una battaglia importantissima per ribadire anche che la salute delle donne va sostenuta ogni giorno, con azioni capillari, scientificamente fondate e profondamente umane».
«Cura è anche porre attenzione all'ambito relazionale e emotivo di chi si ammala o dei e delle caregiver: ascoltare, aprirsi al dialogo, confrontarsi - ha ribadito anche Mario Cristofolini, Presidente della Lilt - Nel contempo va ribadita l'importanza fondamentale di una diagnosi precoce ma anche di un sano stile di vita. E su questo dobbiamo insegnare ai giovani a stare più attenti, e al contempo portare queti discorsi nelle valli».
E a fornire i dati del caso nello scenario trentino Antonella Ferro, Responsabile Breast Unit dell'Apss. Sono più di 650 i casi presi in carico nei consulti preoperatori nel 2024 e più di 350 nei primi 6 mesi del 2025. Di questi casi il 10% sono recidive loco-regionali o secondi tumori mammari anche molti anni dopo il primo tumore (grazie ai controlli senologici che proseguono in provincia anche oltre il decimo anno). I tumori provenienti dallo screening rappresentano circa il 40% dei presi in carico. Rispetto all'incidenza le pazienti con età sotto i 50 anni sono circa il 13-15%; quelle sotto i 40 anni nei primi tre mesi del 2025 sono 11.
«E lo screening - ha aggiunto anche Marvi Valentini, Direttore dell'Unità operativa Senologia Clinica e Screening dell'Apss - ha il più grande potenziale nella diagnosi precoce e nella riduzione della mortalità». Da agosto, ha spiegato la dottoressa lo screening è stato esteso anche alle 49enni e complessivamente sono state invitate a effettuarlo circa 45mila donne a cui se ne aggiungono 4mila classe 1976. L'adesione in Trentino è in generale tra le più elevate della penisola: l'82%. Tradotto significa che sono state eseguite circa 38mila mammografie e individuati 255 tumori solo nel 2024. Per il 78% erano entro i 2 centimetri (ossia curabili ancora con interventi conservativi).Tra le ultime novità introdotte nel territorio, anche grazie ad una donazione della Banca per il Trentino-Alto Adige, un nuovo mammografo dotato di software di Intelligenza artificiale per un incremento dell'accuratezza diagnostica, presto esteso anche agli altri sette mammografi presenti nelle sedi di Trento e Rovereto.
Oltre a questo, grazie ad una donazione dell'associazione Lotus, sarà attivata nei prossimi mesi una borsa di studio per la formazione sul campo di competenze nutrizionali psicologiche nella gestione del paziente con tumore mammario, una figura sempre più richiesta dalle pazienti. Venendo agli eventi Lilt proporrà per tutto ottobre colloqui individuali e visite gratuite al seno con prenotazione dedicati alle donne dai 20 ai 49 anni non incluse nello screening. Le sedi provinciali operative per il servizio saranno Trento, Borgo Valsugana, Rovereto, Imer, Tione, Pergine Valsugana, Cles, Arco, Cavedine e Cavalese.L'associazione Lotus dal prossimo lunedì darà vita invece ad una vera e propria rassegna tra eventi sportivi, incontri medico scientifici, spettacoli teatrali e serate informative nelle valli.


