TRENTO. La polizia postale di Trento ha eseguito una perquisizione in un paesino della provincia di Trento su ordine della Procura di Milano e ciò che è stato trovato ha portato all’arresto di un uomo di 48 anni con l’accusa di detenzione di ingente quantitativo di materiale pornografico. Come detto, a carico del soggetto è in corso un’indagine condotta dalla Procura della repubblica di Milano che aveva delegato la polizia postale a procedere con una perquisizione e a un’ispezione informatica.

Nel corso di questa attività gli agenti hanno rinvenuto all’interno del computer in uso al soggetto, una cartella contenente 13 archivi. Questi erano protetti da una password che l’indagato ha fornito. Dentro, purtroppo, una quantità enorme di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento di minori. Nella cartella, infatti, risultavano presenti oltre 30 mila file, divisi tra immagini e video, per un peso complessivo di 53 Giga bite.

Nelle foto immagini di minori, sia bambine che maschietti, di età compresa tra i 2 e i 14 anni, vittime di atti di violenza sessuale con adulti. Bambini costretti a subire atti di ogni tipo. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro e vista la gravità del reato e la quantità di materiale rinvenuto l’uomo è stato tratto in arresto e il gip ha convalidato la misura cautelare in carcere. Su questi scatti sono in corso le verifiche della polizia postale.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire se l’uomo si sia limitato a riceverli e conservarli e soprattutto la provenienza di quelle immagini e quei filmati. Al momento, il fatto che le immagini fossero archiviate nel suo computer fa presumere che siano state ricevute o scaricate.

La polizia postale sta proseguendo agli accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati e sulle conversazioni digitali, per ricostruire l’origine dei file e verificare l’esistenza di eventuali altri soggetti coinvolti. L’inchiesta è tuttora in corso e ovviamente ulteriori spunti di indagini potrebbero arrivare proprio dal soggetto arrestato.

L’uomo al momento è accusato, in base all’articolo 600 quater del codice di procedura penale, della detenzione di materiale pedopornografico realizzato utilizzando minori. Per questo reato è prevista la reclusione fino a tre anni, aumentata però fino a due terzi nel caso il materiale detenuto sia di ingente quantità. Nel caso di specie, considerata la presenza di 30 mila file, il quantitativo si può certamente ritenere tale.